Il presidio
Disabile aspetta l'autobus ma l'autista passa dritto
La rabbia di un piombinese in carrozzina che doveva rientrare a Bologna insieme alla moglie
L'autista del bus ha sollevato un ditino, lasciandoli con il dubbio: cosa avrà voluto dire? Più che altro però li ha lasciati lì, sbigottiti, alla fermata. E' una coppia molto conosciuta, che fino a qualche anno fa abitava a Piombino: Maximiliano Ulivieri ed Enza Incerto Asta. Una coppia impegnatissima sul fronte dell'assistenza sessuale ai disabili ma più in generale sul fronte dei diritti negati, delle barriere architettoniche e mentali. Maximiliano, che a causa della distrofia muscolare deve muoversi su una carrozzina, è anche giornalista. Ne ha viste tante. Ieri ha aggiunto questa perla alla propria collezione.
Si erano organizzati, prenotando sia il treno da Bologna a Firenze che il bus della Tiemme per Piombino. «Sappiamo che non tutti i bus hanno la pedana per cui abbiamo telefonato per tempo alla Tiemme - aggiunge - Ci hanno risposto che non ci sarebbero stati problemi ma che quest'anno avremmo dovuto informare anche la Sita, azienda con cui la Tiemme si alterna per i viaggi sulla tratta Firenze-Piombino».
Max ed Enza hanno telefonato a entrambe le compagnie. Tutto ok all’andata, con il bus Tiemme. Il problema si è verificato ieri, al ritorno. Si sono presentati alla fermata in largo anticipo, alle 14. Hanno atteso sotto il sole, hanno visto prima arrivare un bus Tiemme, il cui autista ha detto loro che il bus della Sita era al porto ma che sarebbe arrivato nel giro di pochi minuti. Il bus della Sita in effetti è arrivato, ma non si è fermato. «Mi sono sporta dal marciapiede - dice Enza - ho alzato una mano, insomma ho fatto cenno all'autista di fermarsi. Lui mi ha mostrato un dito, l'indice, non capisco cosa volesse dire. Fatto sta che ha proseguito lasciandoci lì. Dopo dieci minuti è passato un altro bus della Tiemme, ma non aveva la pedana».
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