Il presidio
Una strada e un pallone, proprio come tanti anni fa
SAN VINCENZO. Arrivano, emozionati e trepidanti per il sorteggio. Le coppe sono lì: quella del primo posto è tutta dorata. La più ambita. C’è chi sfoggia la maglietta di Balotelli, chi gioca pensando...
SAN VINCENZO. Arrivano, emozionati e trepidanti per il sorteggio. Le coppe sono lì: quella del primo posto è tutta dorata. La più ambita. C’è chi sfoggia la maglietta di Balotelli, chi gioca pensando al nuovo idolo Mario Gomez, chi cerca, riscaldandosi, di imitare Messi o Neymar.
Sono le 20,30 del 14 agosto, e in una viuzza vicina a piazza Giovanni XXIII, tra la Cittadella e il bocciodromo, sta per iniziare il torneo di calcio di strada. Le luci dei lampioni sono accese. I genitori e i familiari sono lì a guardare e a tifare, seduti sul muretto. Uno di loro fa l’arbitro, l’altro gestisce i sorteggi e il tempo.
Alcuni amici si avvicinano ogni tanto a guardare, mentre dietro le piccole porte del campo, lungo sì e no una decina di metri e largo cinque, delimitato dai muri delle case, stanno coloro che giocheranno i turni successivi, pronti a stoppare il pallone per non farlo andare per strada. Hanno tutti 7, 8, massimo 12 anni. Giocano due contro due. Il torneo è al cardiopalma, la foga è tanta, a tratti troppa.
Primo infortunato: una botta alla gamba e ghiaccio che la mamma tira fuori dal frigo. Secondo infortunato: un’altra botta, e altro ghiaccio. Gli acciaccati sono tanti, e molti sperano nel ripescaggio. Gli spettatori ridono, i bambini si divertono da morire giocando seriamente. Sì, perché non c’è niente di più serio e divertente di un gioco.
Il pallone è di quelli speciali, da street soccer, ma nelle parti basse fa male ugualmente. Il piccolo Mattia lo sa: i grandi intervengono, gli alzano le braccia e lo fanno respirare profondamente. Tutto ok, si torna in campo. I due acciaccati hanno abbandonato, e uno dei babbi fa il rimpasto inserendo altri bambini nelle squadre lasciate monche. Prima il girone all’italiana, poi le semifinali e le finali. Ogni tanto una pausa per vedere alla tv il risultato di Italia-Argentina: i sudamericani son troppo forti, ce ne hanno già rifilati due. Si torna a giocare. Il gol di sponda vale, e il piccolo Francesco ne segna uno da cineteca.
Il torneo, che tutti gli anni si svolge nella stessa strada, e per varie volte ogni estate, sta volgendo al termine. Le coppe? Si alzano per la foto di rito e poi, il prossimo anno, si rimettono in palio. Sono del babbo di uno dei bimbi, ex cestista. Alla fine foto di gruppo, abbracci e risate.
Un pallone, una strada, due porticine e tanto divertimento. Il 14 agosto sembrava di essere tornati indietro di un bel po’ di anni, quando San Vincenzo era più genuina, quando i bimbi si divertivano con poco. (p.f.)
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