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«Serviranno oltre 40 minuti, prima solo 5»

PIOMBINO. Quella infrastruttura era funzionale al lavoro degli agricoltori, ma anche alla sicurezza della zona. Chi ci vive tira in ballo la divisione del territorio, ma anche la questione della via...

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PIOMBINO. Quella infrastruttura era funzionale al lavoro degli agricoltori, ma anche alla sicurezza della zona. Chi ci vive tira in ballo la divisione del territorio, ma anche la questione della via di fuga. Nell'area sottostante il ponte demolito abitano quattro o cinque famiglie a cui è venuta a mancare la via di fuga immediata in caso di esondazione, garantita dal vecchio ponte.

«Solo che il Comune per ora non vuole investire o pensa di attingere a chissà quali fondi, che al momento non sembrano esserci, altrimenti sarebbe già stata messa a bilancio», dice il titolare dell’azienda agricola Verdeolivo, Matteo Serravalle.

Nella prossima riunione tra categorie interessate, Cia, Coldiretti, sarà proposta anche l’idea di un protocollo che impegni il Comune in un progetto per la ricostruzione del ponte. «Vogliamo stipulare un protocollo con l’amministrazione comunale, pronto a essere controfirmato dalla giunta per l’inserimento e il finanziamento nel piano delle opere pubbliche».

Ma intanto a settembre i trattori potrebbero di nuovo invadere la strada di accesso alla città. «Sarebbe un po’ come far vedere a tutti quello che dovremo sopportare noi agricoltori e imprenditori del settore per lavorare tutti i giorni - prosegue Serravalle - per arrivare alla zona del Ponte di Ferro ci sarà da passare in Colmata, poi nella strada degli Affitti per poi reimmettersi all’incrocio della Sdriscia e tornare indietro. Se prima servivano cinque minuti con il trattore – conclude – adesso ne serviranno 40 solo per l’andata. Senza considerare che il traffico aumenterà in modo clamoroso, aggravando anche i costi. No, così non si può proprio andare».(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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