Il Tirreno

Niente spettacolo per l’artista-marinaio «In centro non si può»

Niente spettacolo per l’artista-marinaio «In centro non si può»

Un avventuroso viaggio su una barchetta fino a San Vincenzo dove i vigili urbani gli hanno impedito di esibirsi col fuoco

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SAN VINCENZO. La sua barca è lì, sulla spiaggia libera contigua alla zona portuale. Lo ha aiutato Marcello del Circolo nautico, che con gentilezza e sensibilità gli ha rimesso a nuovo la barca.

Sullo sfondo, il poetico Marinaio di Talani. Poetica come la storia di Luca Cerè, 29 anni, artista di strada (giocoliere col fuoco) di Frascati, che ci racconta le sue insolite avventure in stile Odissea (breve, per fortuna), con tanti avvenimenti lieti e qualcosa di irritante, purtroppo, consumatosi proprio a S.Vincenzo.

Luca è arrivato qui da Framura, ai piedi delle Cinque Terre, con una barchetta comprata a 50 euro da un signore che non se ne faceva più di nulla. È partito per il mare il 4 agosto. La prima tappa del viaggio è Marina di Massa. Luca ha difficoltà. La barca ha dei problemi. Alcuni uomini lo fanno scendere, un anziano gli si avvicina: «C’è un problema alla barca. Domani ci troviamo qui alle 8». E l’anziano, l’indomani mattina, gli ripara la barca. Luca scende per fare il suo spettacolo “a cappello” (così si chiama, in gergo, lo spettacolo cui segue la richiesta di offerte da depositare in un cappello): applausi, gente soddisfatta.

Si riparte. Tappe successive: Castiglioncello e Rosignano. Tutto ok, gente gentile, qualcuno lo invita a pranzo, lo spettacolo è applaudito. Lì, a Rosignano, Luca trova perfino l’amore: una ragazza 32enne, che fa il mimo e la fata per strada. Lei va via, ha un altro spettacolo lontano. Si ricongiungeranno nei prossimi giorni. Luca annota tutto nel suo “diario di bordo”, scampato come per miracolo, insieme al cellulare e al portafogli, al rovesciamento della barca in una giornata di vento. Da Rosignano, Luca arriva a S.Vincenzo il 14 agosto, di sera, sulla spiaggia libera accanto al porto.

Marcello ed altri membri della scuola velica lo aiutano. Marcello gli chiede se ha bisogno di soldi, lui risponde di no. Una signora della spiaggia libera lo invita a pranzo per Ferragosto.

«Una cosa meravigliosa» dice Luca emozionato. Nei suoi occhi, tracce candide di purezza, una purezza ferita, forse, dalla vita. La sera, Luca inizia lo spettacolo con il fuoco in una zona centrale di S.Vincenzo. Un vigile gli si avvicina e gli chiede se ha il permesso. Lui risponde di no, e il vigile gli dice che non può fare spettacoli. Quindi, niente. È la prima volta che Luca si trova davanti ad un divieto del genere. Allora va su internet e scarica, dal sito del Comune, l’ordinanza sugli spettacoli di strada. Lì c’è scritto che il Comune incentiva e valorizza l’arte di strada, e che «l’esercizio dell’arte di strada – si legge – in qualunque sua forma, può essere effettuato liberamente su tutto il territorio comunale…senza che l’artista debba essere in possesso di alcun titolo abilitativo o sia tenuto all’avvio di qualsiasi procedimento né debba corrispondere alcun onere…».

Zone interdette all’arte di strada, si legge, sono l’area pedonale, limitatamente a via Vitt.Emanuele II, tratto compreso tra via della Stazione e via Trento, piazzetta Unicef, piazza della Vittoria e piazza don Martelli. Una domanda ci viene spontanea: non era meglio dire a Luca dove poteva esibirsi?

Ma le cose belle continuano. Luca va a Marina di Castagneto a fare uno spettacolo, e poi torna a S.Vincenzo. Viene invitato da due musicisti, che si esibiscono dal vivo in piazza, a fare il suo spettacolo: ancora applausi. Poi incontra alcuni giovani locali ( i “ragazzi del tram” degli impianti sportivi) che cercano di coinvolgerlo nelle loro serate. Luca ora deve partire in treno per andare a fare uno spettacolo e per incontrare l’amata. Poi tornerà a S.Vincenzo. Oggi è il 18 agosto 2013: esistono ancora, in questo mare sporco che spesso è il mondo, sentimenti veri e puri. E gente che sa aiutare disinteressatamente.

E ci sono ancora ragazzi onesti che intraprendono un viaggio fisico che è anche, necessariamente, mentale. Per noi, è respiro puro. Ciao Luca, e grazie.

Paolo Federighi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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