Il Tirreno

Musica e rumore, è di nuovo scontro

di Melisanda A. Massei
Musica e rumore, è di nuovo scontro

Concerto interrotto per le proteste dei cittadini e serate contingentate nei locali: a fine stagione si riaccende la polemica

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PIOMBINO. Musica per la città. Per far vivere la città. Suona come uno slogan, ma per adesso è soprattutto una speranza. Una strada aperta verso il futuro. E come tutte le strade, non senza qualche ostacolo.

Il «fattaccio» accade venerdì sera. Un gruppo si sta esibendo in corso Vittorio Emanuele, al “Big Ben”. Alla mezzanotte manca qualcosa come un quarto d’ora, ma i cittadini che vivono in quella strada, a un certo punto, sentono che non ce la fanno più. Tempo qualche minuto, e arrivano i vigili, che interrompono lo show, di per sé quasi alla fine. Strumenti nelle custodie, si torna a casa.

Che peccato, però, si affretta dire qualcuno: l’estate è quasi terminata e tra non molto non ci saranno più tutte queste occasioni di far suonare i gruppi all’aperto. La riflessione si apre, Facebook è la sua cassa di risonanza, che, più che in altre occasioni, allarga il “partito” delle tolleranza: musica sì, con delle regole precise, ma in ogni caso musica, per animare una città alla ricerca di una sua identità turistica e di una sua ben definita “movida”.

Tanto più che - ancora venerdì sera - c’era un altro locale che si trovava a fare i conti coi lucchetti ai decibel, e cioè il “Brulotto”, dove il previsto dj-set di Carlino dj era stato anch’esso annullato, ancora prima di cominciare. «La legge - spiega uno dei gestori, Riccardo Mariotti - impone che un’area acustica come quella di piazza Bovio debba dividersi tra i tre locali presenti un pacchetto di 30 serate in cui la musica è consentita. Quindi, dieci ciascuna. Noi avevamo terminato le nostre 10 serate, ma volevamo una deroga per fare esibire Carlino. Abbiamo dovuto rinunciare e annullare la serata perché negli uffici non abbiamo trovato nessuno».

Un peccato, risponde l’assessore al turismo Luca Pallini, perché venerdì mattina gli addetti negli uffici c’erano, eccome: «Forse - aggiunge - quelli del “Brulotto” non li avranno trovati. Gli impiegati avrebbero spiegato loro che ottenere deroghe non è possibile, mentre è consentito fare esibire chiunque a un basso numero di decibel, addirittura, in quel caso, senza alcuna autorizzazione preventiva e senza limiti di giorni o serate».

Una possibilità che, forse, avrebbe evitato anche l’episodio di corso Vittorio. «Effettivamente - osserva Pallini - il gruppo che si stava esibendo al “Big Ben” stava spingendo un po’ troppo l’acceleratore sul volume. Io apprezzo sinceramente, ma probabilmente nei centri storici sarebbe più oculato portare soprattutto musica di intrattenimento, come è accaduto qualche sera fa con un gruppo di musica cubana, che all’ascolto risultava molto piacevole. Bisogna un po’ saper distinguere anche tra gli abbinamenti con le varie tipologie di musica».

Ciò che resta centrale, anche per l’assessore, è che l’estate piombinese non la fanno solo gli eventi organizzati dall’amministrazione, ma anche quelli dei privati. «Il messaggio - sottolinea Pallini - dovrebbe essere chiaro. Piombino sta vivendo un momento di controtendenza rispetto a se stessa e la musica di tutto questo è un tassello fondamentale. Tornare indietro, a questo punto, sarebbe addirittura pericoloso».

D’altro canto l’amministrazione sta mettendo tutto il proprio impegno nella definizione di alcune regole, punto questo ben presente anche ai gestori. «Sì - conferma Mariotti del “Brulotto” - Pallini ci sta aiutando molto. D’altronde i tre locali attorno a piazza Bovio contano in tutto 30 posti di lavoro. Quando le forze dell’ordine intervengono captiamo il loro dispiacere, perché loro lo sanno bene che stiamo lavorando, ed è a questo che qualche cittadino dovrebbe pensare prima di alzare la cornetta del telefono. Anche se c’è da dire che gli inquilini del palazzo dove si trova il nostro locale sono molto tolleranti e se proprio c’è un problema preferiscono scendere a parlarne con noi come usa tra persone educate».

«L’educazione e il rispetto delle regole è fondamentale - commenta Luca Carrara, duplice ruolo di consigliere comunale e di dj - però si possono trovare delle deroghe, delle modifiche, perché in base alle norme sui decibel anche una normale conversazione a voce, quasi quasi, rischierebbe di essere fuori dalle leggi. Cerchiamo un compromesso, apriamo un tavolo con i cittadini, con le associazioni di categoria». Piombino, conclude Carrara, sta cambiando, «non si può continuare a permettere che chi lascia un locale a mezzanotte poi vada a far girare l’economia nei paesi vicini. Non si possono chiamare i vigili un quarto a mezzanotte, semmai a mezzanotte e un minuto. Diamo alla città la possibilità di trasformarsi davvero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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