Il presidio
Apritiborgo, ancora un successo
Tanto pubblico a Campiglia per la nona edizione che si è chiusa per Ferragosto
CAMPIGLIA. Anche quest’anno Apritiborgo, il festival del teatro e delle arti di strada che ha trasformato Campiglia in palcoscenico, giunto alla nona edizione, ha fatto centro attraendo migliaia di visitatori e imprigionandoli nel suo vortice di spettacoli fatti di acrobati, attori, mimi, musicisti e cantanti, poeti e cantastorie.
Ma ad Apritiborgo, terminato giovedì, è stato come sentirsi prigionieri dell’infinito: in piazza del Mercato per cinque sere due acrobate belle e leggere hanno volteggiato sul pubblico sfruttando anche la poesia delle loro ombre riflesse sui muri delle case, incantando il pubblico dolcemente costretto a rimanere col naso all’insù.
Invece alla Rocca, lo spazio più alto del centro storico, a quota circa 280 metri, da dove lo sguardo si tuffa nel mare dell’Arcipelago Toscano, gli show sono stati esilaranti: improvvisazioni interattive con il pubblico e performance da fachiro. E ancora poesia, ispirata dei volti del pubblico che passava in via Buozzi e incuriosito leggeva i versi personalizzati che magari, mai prima di allora qualcuno aveva scritto per lui.
E ancora, proseguendo sul filo della matassa intricata del borgo, si entra in un vicolo scoprendo maschere di ogni sorta ed i suoi costruttori… è la Bottega del Mascherero della scuola di scenografia dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze che accompagna alla magnifica terrazza del Mancino, storico ambito di rappresentazione della compagnia Vieniteloracconto con la rappresentazione della Spada nella Roccia e de Il brutto Anatroccolo.
Ci sono stati spettacoli per bambini che sono piaciuti anche ai grandi, come i mimi, i clown, i ventriloqui: c’è chi ha regalato disegni di sabbia proiettati su un grande schermo e affascinato poi con ombre cinesi. «Non possiamo che essere soddisfatti – afferma il sindaco Rossana Soffritti – perché la manifestazione è ormai rodata come abbiamo sperimentato ogni giorno di questa edizione e come conferma l’occhio esperto della direzione artistica. Il pubblico dimostra di essersi appassionato all’evento e lo ricerca ogni anno. Naturalmente, fondamentale per la riuscita del festival è tutta la nostra macchina organizzativa, formata sia dal personale del Comune sia dai numerosi volontari e cittadini che collaborano; e ancora lo staff di Terzostudio, al quale è stata affidata la direzione artistica e tutta la parte di gestione degli spettacoli».
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