Il Tirreno

«Quel falso cipresso è davvero regolare? Il Comune risponda»

Legambiente ancora all’attacco sull’antenna della Vodafone Chieste spiegazioni su alcune incongruenze urbanistiche

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MARINA DI CAMPO. «Ma quel suppostone di plastica verde è davvero conforme agli strumenti urbanistici del Comune di Campo nell’Elba?».

L’interrogativo se lo pone l’associazione ambientalista Legambiente, che torna all’attacco sull’antenna Vodafone realizzata sulla collina alla Serra, nascosta sotto l’involucro di un cipresso plastificato. Circa 400 cittadini hanno firmato un esposto con il quale si chiedeva lo stop immediato dei lavori che, al contrario, sono andati avanti. «Comune e Soprintendenza – spiegano da Legambiente – si sono rimangiati un parere negativo espresso per ben due volte per fare una cosa ancora più grossa e indecente dell'originale che avevano bocciato, un'infrastruttura che lede sia il diritto dei cittadini ad essere informati che il principio di precauzione. Mentre continua il silenzio dell'amministrazione comunale che non prende alcuna posizione ed ha lasciato terminare questi lavori che rappresentano un pericoloso precedente per tutta l'Elba (ora basterà camuffare un antennone da finto cipresso per poterlo costruire), emergono alcune incongruenze urbanistiche sulle quali sarebbe bene che le istituzioni interessate rispondessero».

Nel piano di fabbricazione del Comune di Campo l'area su cui ricade l’antenna è in “zona E - zona Agricola”. «È uno scandalo che un Comune non si sia ancora dotato del piano strutturale e del regolamento urbanistico previsto dalla legge regionale del 2005 e che continui a concedere licenze in base ad una variante gestionale. Il piano di fabbricazione è degli anni '70 e avrà difficilmente previsto la possibilità di edificare antenne per la telefonia mobile (all'epoca non esistevano e non c'era neanche il codice delle comunicazioni elettroniche). Nella variante gestionale al piano di fabbricazione non è previsto niente di simile a quanto costruito a Colle Cecilia, a meno che non si voglia spacciare l'antenna Vodafone per “reti di trasporto energetico”».

In riferimento a questo Legambiente pone due domande precise: «Il Comune ha mai approvato un piano comunale delle antenne? E se sì, cosa prevede, visto che per ben due volte aveva bocciato insieme alla Soprintendenza l'antenna Vodafone alla Serra perché paesaggisticamente ed ambientalmente incompatibile con l'area per poi dichiararla, cambiati i funzionari alla firma, miracolosamente compatibile anche se è più alta del progetto originario? Inoltre si può dare una concessione di questo tipo in un Comune che, al di là della variante gestionale, non ha ancora approvato gli strumenti urbanistici previsti dalla legge regionale ed è quindi in norme di salvaguardia per tutto quanto non previsto da quella variante? ».

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