Meteo
Sul trattore per chiedere il nuovo ponte
Cittadini e agricoltori criticano la mancata realizzazione di un’infrastruttura che sostituisca quella demolita
PIOMBINOI. Una trentina di trattori, in gran parte modelli maxi. Auto, furgoni e anche qualche scooter con a bordo giovanissismi. Cartelli sistemati su ogni veicolo. E i perchè della protesta scanditi da un megafono in apertura di corteo.
L’aria ferragostana non ha fiaccato la partecipazione alla marcia auto-organizzata dei cittadini e degli agricoltori delle frazioni rurali per sollecitare certezza e chiarezza sui tempi di ricostruzione del collegamento garantito fino a qualche giorno fa da Ponte di Ferro. Demolito perchè ritenuto colpevole del rischio idrogeologico ai danni dell’area artigianale di Montegemoli.
A mancare semmai sono stati i piombinesi. A cui, probabilmente, la questione è apparsa lontana. Al contrario di quanto stava scritto su diversi cartelli. Se non altro per i giri che potrebbero essere costretti a fare e perchè, in assenza di un ponte nuovo, trattori e mezzi di lavoro sono destinati ad immettersi sulla frequentatissima strada della Base geodetica. La stessa percorsa dal corteo di ieri, che in Colmata ha assorbito i partecipanti provenienti da Campo all’0lmo e ha raggiunto il semaforo all’ingresso della città per poi tornare indietro.
Code di automobilisti al momento della partenza e all’altezza della rotonda Sol fino a Fiorentina. E un po’ di curiosità tra i turisti provenienti dall’Elba, fermi allo stop di via della Resistenza in attesa che il corteo invertisse direzione. Pochi minuti in tutto, per la presenza delle forze dell’ordine e dei vigili urbani.
Gli organizzatori sono soddisfatti e pronti a riprovarci. «Per tre anni abbiamo cercato di avere risposte dall’amministrazione comunale. Non si è mosso nulla. Siamo arrivati alla demolizone del vecchio senza che si sia provveduto a concretizzare una soluzione alternativa che non ci isolasse e non penalizzasse l’economia agricola», afferma Valerio Pietrini, uno dei promotori.
L’assessore ai lavori pubblici, il vicesindaco Lido Francini, parla di disagio evidente e di manifestazione legittima. Conferma l’intenzione del Comune di procedere alla costruzione di un nuovo ponte. Ammette la difficoltà a rispondere sui tempi. «Abbiamo un progetto preliminare inserito nel piano triennale delle opere pubbliche. Ma - dice - servono due milioni e, in assenza di piacevoli sorprese da parte della Regione o dell’Ue, non si potrà fare niente senza l’intervento dei privati».
Francini accenna al protocollo d’intesa che, insieme all’ assessorato all’ambiente, sta definendo con le organizzazioni di categoria per valorizzare il comparto anche ottimizzando le risorse idriche. All’interno del protocollo in attesa di essere firmato, il nuovo ponte sarà uno dei punti da affrontare.
Sulla manifestazione di ieri interviene Rifondazione, presente all’arrivo del corteo, sottolineando i danni dovuti all’interruzione della comunicazione tra la zona di Populonia e, attraverso la 398, i silos per gli ammassi dei prodotti situati alla Sdriscia. «Nulla è stato fatto per arrivare ad una soluzione prima della demolizione. Chiediamo al sindaco e alla sua maggioranza di farsi carico immediatamente della ricostruzione anche attraverso una soluzione temporanea affidata al Genio militare», afferma una nota in cui si rileva «l'assoluta mancanza di attenzione per i problemi dell'agricoltura, settore economico di primaria importanza, insieme al polo siderurgico. Ancora una volta, ai proclami altisonanti non seguono i fatti. Ponte di Ferro è stato demolito senza soluzioni di ricambio, il prolungamento fino al porto della 398 non è arrivato, ma in compenso - chiude Rifondazione - ci si dà molto da fare per la privatizzazione delle spiagge e degli spazi pubblici come il piazzale di Marina».
GUARDA LA FOTOGALLERY
SUL NOSTRO SITO
www.iltirreno.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
