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Ghiaie, la condotta sottomarina non c’entra

Ghiaie, la condotta sottomarina non c’entra

L’Asa non rileva rotture, proseguono le indagini anche dopo la revoca del divieto di balneazione

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PORTOFERRAIO. Non è stata la condotta sottomarina a far impazzire i valori dell’acqua delle Ghiaie lo scorso 6 agosto, causando l’emissione del divieto di balneazione che, per 48 ore, ha messo sotto scacco la spiaggia portoferraiese. Nella tarda mattinata di domenica il sindaco Roberto Peria ha revocato l’ordinanza, in seguito alle rassicurazioni lampo inviate dall’Arpat, che ha verificato come i valori, già il 9 agosto, fossero rientrati nei parametri previsti. Alle Ghiaie, insomma, si può fare il bagno. Ma il mistero sulle cause dell’inquinamento - fatto del tutto eccezionale ed episodico per una mare pulito come quello delle Ghiaie - non è stato ancora risolto. E il timore è che, senza che siano accertate una volta per tutte le cause, l’episodio possa ripetersi, comportando un altro danno economico e di immagine nel pieno della stagione turistica.

Le indagini coordinate dal Comune di Portoferraio sono andate avanti anche ieri. In particolare è stata l’Asa a compiere dei nuovi accertamenti sulla condotta sottomarina, effettuando ispezioni in profondità con tanto di scatti fotografici. Dal sopralluogo è emersa l’integrità della condotta sottomarina, in attesa delle nuove ricerche della Capitaneria di porto, con tanto di robot subacqueo e laboratorio mobile, che sono state rinviate alla giornata di oggi.

Al tempo stesso il Comune, che conta in un modo o nell’altro di chiudere il cerchio entro mercoledì, sta portando avanti gli accertamenti sugli scarichi a terra. «Anche oggi provvederemo in totale autonomia a controllare con l’ausilio di coloranti il sistema degli scarichi e delle fosse biologiche a terra, presso le strutture nella zona delle Ghiaie. Va detto che, fino ad oggi, questo tipo di accertamenti non ha prodotto alcun risultato».

Il mistero, dunque, si infittisce. «Se le indagini di domani (oggi per chi legge ndr) non produrranno risultati – sostiene il sindaco di Portoferraio – allora sarà rafforzata la tesi secondo cui i dati del 9 agosto siano davvero legati a una causa del tutto eccezionale. Non è escluso, infatti, che l’origine dell’inquinamento possa esser una grossa imbarcazione che avrebbe sversato liquami portati dal vento fino alle Ghiaie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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