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Caldo e insonnia, le 5 regole d’oro

Se con il caldo torrido di questi giorni il sonno tardasse ad arrivare la sera, non diamo la colpa solo alle alte temperature ed all’elevata umidità dell’aria. Qualche errore, pur in buona fede, lo...

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Se con il caldo torrido di questi giorni il sonno tardasse ad arrivare la sera, non diamo la colpa solo alle alte temperature ed all’elevata umidità dell’aria. Qualche errore, pur in buona fede, lo commettiamo noi stessi magari senza rendercene conto. Ecco, dunque, le “5 regole d’oro” di Enrica Bonanni, responsabile del Centro del sonno all’Azienda ospedaliero universitaria pisana. Andare a letto solo quando si abbia sonno, lo capiamo dalla comparsa di prurito agli occhi, sbadigli, calo d’energia, dolori muscolari. Usare il letto soltanto per dormire, c’è chi è abituato, in camera, a leggere, mangiare, guardare la tv o altro. Un tipo particolare d’ambiente che è dunque associato a stare svegli. Utilizziamolo, al contrario, unicamente per dormire e le intimità. Ogni cosa deve però avvenire in un buon contesto ambientale di temperatura e ventilazione. Troppo caldo disturbo perfino i sogni. E di valida qualità devono essere al contempo il materasso ed il cuscino. Sulle spine, infatti, non ha mai dormito bene nessuno. Alzarsi, se non si riuscisse a prendere sonno, trascorsa una mezz’oretta nella vana attesa di cadere nelle tradizionali braccia di Morfeo, prendiamo una saggia decisione: andiamo in un’altra stanza e facciamo qualcosa di diversa come leggere, guardare la tv, ascoltare la radio. Lo stesso dicasi per possibili risvegli notturni. Svegliarsi, al mattino, sempre alla stessa ora, il nostro corpo è sostanzialmente una macchina con i propri orari ed i carichi di lavoro. Svegliarsi in modo regolare, sempre cioè alla stessa ora, aiuta a ristabilire e risincronizzare i ritmi giorno–notte. No alla pennichella, sebbene fare dei sonnellini diurni, possa sembrare un valido modo per recuperare il sonno perduto durante la notte, in realtà serve soltanto a perpetuare il ritmo irregolare dei cicli sonno–veglia e rende difficile per la gente addormentarsi all’ora desiderata. (gub)

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