Meteo
Sport e cultura per rilanciare San Vincenzo
Esplosione dei gruppi di giovani che propongono varie attività puntando alla rinascita del paese
SAN VINCENZO. Gruppi e circoli di lettura, compagnie di cavalieri medievali che, oltre a combattere con spade e armature, studiano la storia locale, ragazzi che stanno lanciando gli sport da tavola, e c’è chi propone un festival al mese per tutto l’anno, ciascuno dedicato a una disciplina artistica o del sapere. E poi writers, musicisti, videomaker, blogger.
E’ questo il volto della San Vincenzo dei giovani e giovanissimi, che punta su arte e cultura. Luca Cosimi, 26 anni, si è appena laureato con 110 e lode alla Bocconi, e vuole riunire le persone attive nel mondo della cultura e dell’arte di San Vincenzo, con lo scopo di far rinascere un paese per lui in agonia, col sapere e la bellezza a costi minimi. Per questo ha fondato un gruppo dal nome “Noi vogliamo”.
«La rinascita di San Vincenzo – dice Luca Cosimi – passa attraverso la fioritura di arte e cultura per far ripartire il turismo, l’interesse per un territorio stupendo affondato dal cemento, la cura del proprio patrimonio, la qualità della vita, che non è avere più soldi, ma vivere meglio»
Cosimi pare molto determinato, e alla domanda che molti gli fanno, ossia se si voglia candidare alle amministrative del 2014, lui risponde in modo vago, facendo capire comunque che un pensierino, forse, ce lo sta facendo.
Dall’ombra dei secoli cosiddetti bui (ma che in realtà bui non sono stati), ecco avanzare i “Cavalieri di Monte Coronato”, un gruppo di giovani sanvincenzini che si esibiscono nei borghi medievali e che il 16 e 17 agosto daranno di nuovo mostra della loro bravura vicino alla Torre, quando daranno vita, insieme al Carnevale del Mare (le cui sarte hanno preparato le armature e i vestiti) alla due giorni di rievocazione della battaglia di San Vincenzo fra fiorentini e pisani, svoltasi il 17 agosto 1505.
I ragazzi (sempre in numero maggiore, con nuovi innesti settimana dopo settimana) conoscono a menadito la storia medievale e antica locale, e propongono i loro spettacoli dopo un attento studio di ogni dettaglio. I loro spettacoli sono suggestivi e appassionanti, almeno quanto la storia locale che con essi narrano e cercano di trasmettere ai presenti.
Che dire poi dei Jungle Boarders? L’associazione, nata dalla volontà di una quindicina di ragazzi poco più che ventenni, ha diffuso a San Vincenzo la passione per gli sport da tavola, tanto che la festa “Sparami il trick”, svoltasi nei mesi scorsi in piazza Unità d’Italia, con l’esibizione di bravissimi skaters, è stata una delle più seguite manifestazioni sanvincenzine degli ultimi anni. Oltre a praticare e insegnare gli sport da tavola, organizzano serate musicali e mostre pittoriche e fotografiche presso il loro tram agli sportivi e vanno a pulire le spiagge. Insieme a loro, gli anonimi writers come l’altrettanto anonimo “Red Skull”, che spargono per San Vincenzo, sui muri e sui panettoni di cemento, vere e proprie opere d’arte di denuncia contro il troppo cemento a San Vincenzo e su tematiche profonde e di più ampio respiro, come ad esempio il razzismo. Sono sempre di più coloro che, dai paesi vicini, vengono ad ammirare le opere dei writers sanvincenzini, e sul web sono già moltissime le pagine in cui appaiono queste opere.
Chiara Galli, poco più che trentenne, ha fondato a San Vincenzo il Circolo Lav, di lettura a voce alta. La passione per la lettura, in pochi mesi e grazie al frequentato gruppo, è cresciuta. La lettura come antidoto all’apatia e come mezzo di conoscenza di sé e degli altri: questo è, l’obiettivo del circolo, senza dubbio sulla buona strada per essere raggiunto.
Cresce anche il numero di musicisti, di blogger come Giacomo Zecchini o Alessio Cattelan, di videomaker come Yubert Santinami, di editori appena 40enni come Guido Cionini, di giovani pittori, fotografi e scultori, scrittori poco più che ventenni o trentenni di talento come Tommaso Ferri ed Elena Ciurli.
La strada da fare per risvegliare dal torpore un’intera comunità da molto tempo immobile, è ancora lunga. Ma il messaggio è forte: i linguaggi dell’arte e del sapere come vera rivoluzione, partecipazione e azione critica.
Paolo Federighi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google