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Robot subacqueo per sciogliere il mistero
Domani controlli della Capitaneria alla condotta sottomarina. E anche la Freccia Gialla è nel mirino
PORTOFERRAIO. Il mistero sulle cause sull’inquinamento delle Ghiaie non è ancora risolto. I controlli a 360 gradi da parte di Comune, vigili urbani, Asa e Capitaneria proseguono e tra le ipotesi in piedi spunta pure il passaggio della Freccia Gialla che smuoverebbe i sedimenti depositati sul fondale: intanto Portoferraio resta col fiato sospeso e attende l’esito delle analisi effettuate venerdì mattina da Arpat che, nel caso di risultati positivi, restituiranno alla spiaggia più bella e frequentata di Portoferraio la balneabilità perduta. La corsa contro il tempo dovrebbe - almeno questo è ciò che spera l’amministrazione comunale – dovrebbe esaurirsi domani mattina, sebbene un pizzico di apprensione ci sia, visto il leggero ritardo con cui il corriere ha trasportato le provette in continente. Solo ieri mattina il campionamento è stato messo sotto coltura. «Appena avrà la comunicazione di Arpat, anche verbale – fa sapere il sindaco Peria – rimuoverò l’ordinanza e alle Ghiaie tornerà la normalità». Ma il ritorno a dati dentro i parametri previsti - atteso con ansia dall’amministrazione e da tutta la città - non fermerà comunque la ricerca delle cause dei dati impazziti rilevati da Arpat, cosa incredibile per un mare pulito come quello delle Ghiaie.
Anche ieri sono proseguiti i controlli dei vigili urbani agli scarichi dei privati - sia attività che abitazioni - nella zona delle Ghiaie: c’è da capire se i valori pazzi di escherichia coli ed enterococchi intestinali sia legata a qualche scarico abusivo da terra o a qualche sversamento dalle fosse biologiche private. Controlli che fino ad oggi hanno dato esito negativo, così come gli accertamenti effettuati alla fognatura e alla condotta sottomarina in cerca di eventuali rotture. E se pare non tramontata del tutto l’ipotesi di uno sversamento da qualche imbarcazione di passaggio, ieri si è fatta strada un’altra ipotesi, di certo più articolata. «Ammesso che la condotta sottomarina non ha rotture – spiega il sindaco Peria– la tubatura comporta comunque la presenza di sedimenti sul fondo ed è su questo punto che si concertano i controlli. Stiamo verificando se la Freccia Gialla possa aver smosso il fondo spostando i sedimenti e facendoli arrivare verso costa». A tale proposito, e per valutare eventuali rotture più in profondità (fino a 58 metri), domani la Capitaneria metterà a disposizione il laboratorio mobile, con tanto di robot subacqueo. «Una cosa è certa – spiega l’assessore Rizzoli – la chiusura a breve dell’impianto del Grigolo con la realizzazione del depuratore a Schiopparello è quanto mai opportuna». (lu.ce).
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