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Niente bagno, le Ghiaie sono semivuote
Nessuno va in acqua, i turisti sono disorientati e gli esercenti infuriati: corsa contro il tempo per tornare alla normalità
PORTOFERRAIO. Un gruppetto di persone legge con attenzione l’ordinanza attaccata all’ingresso del vialetto. Alle 10 su tutta la spiaggia delle Ghiaie ci sono poche decine di bagnanti. Nessuno si azzarda a fare il bagno in acqua. Per fortuna il leggero vento di maestrale fa in modo che i pochi affezionati, incuranti del divieto di balneazione, possano resistere al sole cocente di agosto. I minuti passano e i bagnanti arrivano alla spicciolata, ma le Ghiaie, la spiaggia più frequentata di Portoferraio, è deserta rispetto agli standard estivi. «Sabato scorso a quest’ora non c’era neanche posto per piantare l’ombrellone – racconta una signora abbronzata, sdraiata sul lettino – veniamo qua tutti i giorni, ma non siamo mai stati larghi come adesso».
Venerdì la vita normale delle Ghiaie è stata interrotta bruscamente quando un vigile urbano ha attaccato sui lampioni e lungo il muretto alle spalle della spiaggia i cartelli con il divieto di balneazione. È stato lo stesso sindaco di Portoferraio Roberto Peria a emettere un’ordinanza in seguito alle analisi prodotte dall’Arpat che hanno rilevato valori di escherichia coli superiori di ben tre volte rispetto ai parametri previsti e di enterococchi intestinali sopra di oltre sette volte. Dati incredibili, se si pensa che la spiaggia delle Ghiaie viene frequentata da residenti e turisti per la limpidezza del suo mare. «Ogni mattina facciamo il bagno in mezzo ai pesci – spiega una signora di Torino, turista abituale di Portoferraio – non mi sarei mai aspettata una cosa del genere. Qui l’acqua è pulita, deve essere accaduto qualcosa di particolare».
Il risveglio delle Ghiaie è stato diverso rispetto al solito. Pochi i bagnanti, solo gli affezionati che - nonostante tutto - sono venuti lo stesso sulla spiaggia più bella e più comoda della città. Nello spazio di una notte quasi la metà dei cartelli attaccati dai vigili urbani sono spariti dai lampioni e dai muretti, il bagnino non espone la bandiera rossa nonostante il divieto e tra gli esercenti c’è solo rabbia e poca voglia di parlare, per gli affari andati a picco in poche ore. Sulla spiaggia i cartelli e il passaparola hanno funzionato. In spiaggia non si parla d’altro, nello spazio di un’ora e mezza solo una signora con la figlia e due improvvisati sub hanno deciso di fare il bagno, in barba all’ordinanza. «Poco fa una donna si è tuffata, non aveva letto i cartelli – spiega un turista sdraiato sull’asciugamano – un’altra signora le è andata incontro per spiegarle la situazione. È uscita immediatamente». Non mancano le domande sulle cause del divieto. «Sull’ordinanza non si specifica un bel niente – ci spiega un turista milanese – ma si può sapere quali sono questi benedetti valori sballati? In questi giorni ho fatto il bagno. Mi piacerebbe saperlo».
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