Il Tirreno

Ilva-Lucchini, Zanonato ci crede

Ilva-Lucchini, Zanonato ci crede

Il ministro, in visita a Taranto, ribadisce la possibilità di una sinergia. Via al confronto tra i tecnici

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Il ministro Flavio Zanonato, in visita allo stabilimento Ilva di Taranto, ha ribadito il concetto: un’alleanza sinergia Taranto-Piombino si può fare, anche se solo a carattere temporaneo. Così, quella che era un’idea dei sindacati piombinesi, diventata poi l’ultima chance per non spegnere l’altoforno nei prossimi mesi, potrebbe davvero prendere forma.

Ieri il Sole 24 Ore ha titolato a tutta pagina sulla «possibile sinergia Taranto-Piombino», e certo ha un peso che il quotidiano di Confindustria rappresenti con grande visibilità questa ipotesi, su cui i tecnici delle due aziende si confronteranno già nei prossimi giorni.

«Taranto – ha detto Zanonato – ha chiuso un altoforno per lavori, Piombino ne ha uno, teniamolo quindi in attività per assecondare quei segni di ripresa del mercato che s i vedono».

Niente a che vedere comunque con la possibile integrazione tra i due stabilimenti, di cui si vocifera, che sarebbe prospettata anche da una possibile cordata italiana per Piombino nella quale ci sarebbe il gruppo Feralpi, ma su cui i sindaci nazionali dei metalmeccanici mostrano un deciso scetticismo, chiedendosi in particolare come funzionerebbe quest’integrazione e con quali ricadute pratiche e funzionali. Osservano infatti che un’ipotesi di riassetto non ci sarebbe ancora.

L’avrebbe fatta, ma a grandi linee, solo Arvedi, dicono ancora i sindacati nazionali, che è uno degli imprenditori interessati a quanto sta accadendo in questi mesi nella siderurgia italiana. Arvedi penserebbe ad una sorta di rete fra Cremona, dove è il suo quartier generale, Trieste-Servola - per la quale si è già candidato - Piombino e Taranto. Ma in questo caso, dicono i sindacati, Taranto sarebbe costretta ad una cura dimagrante passando da 11.500 addetti a 6-7mila.

Ecco dunque che nell’immediato si lavora a una sinergia solo temporanea tra Piombino e Taranto. «L’operazione a cui penso – ha sostenuto infatti il ministro dello Sviluppo economico – è cosa che si può fare solo per qualche mese. Per Piombino inoltre si sta cercando una soluzione diversa».

Soluzione diversa che porta per logica all’ipotesi del forno elettrico e della tecnologia Corex, basata sull’impiego di carbone fossile al posto del coke e del minerale di ferro. I vantaggi non sarebbero solo ambientali, ma anche sui costi che si ridurrebbero di circa il 20 per cento. Un impianto che fa uso della tecnologia Corex è quello di Shangai Baosteel realizzato dalla Siemens. E la Siemens, si ipotizza in ambienti sindacali, potrebbe stare dietro al discorso di Piombino che per approdare a questa tecnologia avrebbe bisogno di un investitore e risorse consistenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web