Il Tirreno

Divieto di balneazione choc alle Ghiaie

di Luca Centini
Divieto di balneazione choc alle Ghiaie

L’ordinanza di Peria dopo i rilievi dell’Arpat, lunedì le controanalisi: «Fenomeno occasionale, scopriremo le cause»

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PORTOFERRAIO. Sole a palla, spiaggia stracolma. E acqua limpida, come nelle migliori giornate. Alle Ghiaie, la spiaggia più frequentata dai portoferraiesi e famosa all’Isola d’Elba per il suo mare cristallino, sono le 14,30: nessuno immagina che, tra pochi minuti, un vigile urbano sfiderà il caldo per attaccare, nei lampioni e sui muretti alle spalle dell’arenile, dei cartelli di divieto di balneazione.

Poco prima è stato il sindaco Roberto Peria a emettere l'ordinanza in seguito all'esito dei campionamenti, risalenti al 6 agosto, effettuati da Arpat. Campionamenti che hanno trovato i valori dell'acqua ben al di fuori dei parametri previsti per la balneazione, con il superamento dei limiti di escherichia coli (più che triplicato rispetto alla norma) ed enterococchi intestinali (più di sette volte sopra il limite). Dati tanto incredibili quanto dalle cause misteriose per un mare che è famoso per la sua limpidezza e non certo per il suo inquinamento: la sensazione è che lo sforamento dei parametri sia necessariamente legato a un fenomeno episodico. Ma è chiaro che la rabbia, nei giorni di punta del turismo balneare, è difficile da contenere. Solo lunedì mattina, quando saranno acquisiti dall’amministrazione comunale di Portoferraio i risultati dei nuovi campionamenti di Arpat (svolti in tutta urgenza ieri mattina), i cartelli potranno essere rimossi e i bagnanti potranno immergersi di nuovo nel mare delle Ghiaie. Sempre che - è ovvio - i valori rientrino nei parametri previsti.

Intanto l’amministrazione comunale, con la collaborazione di Asa e Arpat, vuole stringere il cerchio in fretta sulle cause dell’inquinamento. «Dapprima abbiamo pensato alla rottura della condotta sottomarina, ma i primi riscontri sembrano aver scongiurato questa ipotesi. Lunedì faremo altri accertamenti più in profondità – spiega Peria – Asa ha anche escluso rotture nella fognatura lungo la costa, mentre pare inverosimile che quei valori siano legati a qualche sversamento da un’imbarcazione». Un’altra ipotesi da non scartare è che l’inquinamento sia invece legato a un comportamento individuale - non si sa se voluto o meno - non certo edificante: i liquami sarebbero originati da uno scarico non regolare dalla fossa biologica di qualche privato, o una struttura ricettiva o una villa situata nei paraggi. A tale proposito il Comune ha già dato mandato al comandante della polizia municipale di effettuare un’indagine immediata, con la collaborazione di Asa che provvederà nelle prossime ore a controllare tutti i sistemi di scarico dei privati della zona. I controlli, iniziati già nel primo pomeriggio di ieri sulle strutture a monte della spiaggia delle Ghiaie, non hanno fatto emergere irregolarità di alcun genere. «Stiamo effettuando tutte le verifiche necessarie per andare a fondo a questa vicenda. Le prime segnalazioni sono arrivate alla fine di luglio. Inviammo Arpat per fare dei rilievi che non fecero emergere risultati negativi. È chiaro che negli ultimi giorni la situazione è peggiorata – spiega il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria – una cosa è certa. Chi ha causato questo danno sia economico che di immagine dovrà pagare». Ma fino a quando le cause non saranno identificate Portoferraio avrà il fiato sospeso per la sua spiaggia più vissuta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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