Il presidio
Acqua limpida ma niente tuffo: bagnanti disorientati
PORTOFERRAIO. «Non si può fare il bagno». «Come non possiamo, e per quale motivo?». Sono le 14,30, la spiaggia è piena di gente, le famiglie sono ancora ai tavoli all’ombra dei ristoranti, in mare ci...
PORTOFERRAIO. «Non si può fare il bagno». «Come non possiamo, e per quale motivo?». Sono le 14,30, la spiaggia è piena di gente, le famiglie sono ancora ai tavoli all’ombra dei ristoranti, in mare ci sono decine di persone che fanno il bagno. Ma appena il vigile urbano inizia ad attaccare i cartelli con il divieto di balneazione sui lampioni, lungo i muretti e dietro la torretta del bagnino, i primi curiosi si affrettano a leggere. E ben presto il clima diventa come surreale, con tante facce preoccupate e disorientate lungo il vialetto a monte dalla spiaggia, mentre la maggior parte dei bagnanti prosegue la giornata di mare senza rendersi conto di nulla. Con il passare dei minuti però la gente inizia a formare dei gruppetti in prossimità dei tanti cartelli distribuiti lungo la spiaggia. «Da non credere – si lascia sfuggire una ragazza bionda, dopo aver letto in silenzio il testo dell’ordinanza firmata dal sindaco Roberto Peria – non possiamo fare il bagno alle Ghiaie». E, in effetti, il disorientamento è di quelli da far venire il capogiro. Le Ghiaie è la spiaggia dei portoferraiesi per eccellenza, dove residenti e turisti vengono ogni giorno per godersi il sole e la limpidezza del mare. Nessuno, tra i tanti assiepati sugli asciugamani e sui lettini, poteva immaginare un colpo di scena simile. E la sorpresa, presto, lascia spazio alle domande e alla preoccupazione. «Ma cosa hanno trovato per dover vietare la balneazione?», chiede un ragazzo con l’accento del nord. «L’Arpat ha rilevato valori fuori norma, non sappiamo altro». Poco più in là una giovane mamma non riesce a trattenere la preoccupazione, mentre tiene per mano il suo bambino piccolo: «Le analisi sono del 6 agosto? In questi giorni lui ha fatto il bagno come se niente fosse. Mica rischia qualcosa?». Dopo poco più di mezz’ora dall’affissione dei cartelli di divieto la situazione rimane come bloccata: in realtà sono pochi quelli che si alzano dall’asciugamano e lasciano la spiaggia, nonostante il passaparola tra i bagnanti diffonda la notizia in modo rapidissimo. «Nei giorni scorsi abbiamo visto un rigagnolo di liquame, proprio a pochi metri dalla battigia – racconta un fruitore abituale delle Ghiaie – c’era cattivo odore, oggi l’acqua è limpida come sempre». Ma l’ordinanza, ormai, ha fatto il suo corso.(lu.ce.)
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