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Raccolta differenziata, piccoli passi avanti verso il 38 per cento

Raccolta differenziata, piccoli passi avanti verso il 38 per cento

I dati indicano un’ascesa lenta ma comunque costante Nella zona San Vincenzo fa meglio di tutti con il 51,7%

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PIOMBINO. Un’ascesa lenta, ma comunque costante. Parlare di raccolta differenziata nel nostro territorio significa aprire un discorso per il quale, probabilmente, c’è ancora da percorrere molta strada, ma in ogni caso non senza che ogni quantificazione non registri a ogni anno un piccolo passo avanti.

Nel 2010 la percentuale dei rifiuti differenziati corrispondeva al 36,43 % del totale raccolto, mentre dodici mesi più tardi il dato era salito al 37,14 %.

Un anno dopo (ma il dato non è ancora stato certificato dall’Arrr, l’Agenzia regionale recupero risorse) la percentuale era salita ancora, per arrivare fino al 38 %. Una crescita dello 0,71 % nel primo intervallo annuo, dello 0,86 % nel secondo, per uno 0,15 % in più tra l’uno e l’altro raffronto.

Rimane il fatto che a prendere in considerazione il resto della Val di Cornia le cose non si distanziano troppo da quanto accade a Piombino, che in ogni caso rimane il fanalino di coda della riflessione sulla differenziazione dei rifiuti.

Suvereto, ad esempio, la supera con un dato del 38,25 % per il 2012, particolarmente significativo se si osserva come la stessa località nel 2010 contava il 26,87 % di rifiuti differenziati (con una crescita già molto evidente nel 2011, quando la percentuale si assestava al 35,55 %). Non troppo diversi, ma comunque superiori, i dati che arrivano da Campiglia, dove quest’anno la raccolta differenziata arriva al 38,79 % del totale, contro il 38,14 % dell’anno prima e il 38, % del 2010.

Chi fa meglio di tutti - e su una distanza non del tutto trascurabile - è San Vincenzo, che assesta - quest’anno - la sua percentuale al 51,70 %, quando già negli anni precedenti aveva toccato, rispettivamente nel 2010 e nel 2011, il 49,18 e il 47,40 %.

Eppure - come detto - molto è ancora da fare, soprattutto se l’attenzione si sposta su altri territori, dove le percentuali superano spesso e volentieri il 50 % (già a Castagneto Carducci siamo attorno al 52/53 %) e addirittura vanno a toccare e oltrepassare il 90 %, come accade in alcune zone della provincia di Firenze (ma qui l’accorgimento è il sacco con microchip, che non poco scoraggia la selezione indiscriminata di ciò che si butta via).

«In realtà queste altissime percentuali vengono raggiunte da un numero molto basso di comuni - fanno sapere da Asiu - Quel che più è interessante è notare come in un arco di tempo relativamente stretto le percentuali nella nostra zona siano, appunto, assai migliorate. A Suvereto, per esempio, sono aumentate nel momento in cui parte della popolazione ha cominciato a scegliere la raccolta porta a porta, e così è accaduto a San Vincenzo dove la sperimentazione è andata a toccare 500 abitanti».

C’è da osservare, specificano ancora dall’azienda, che nel 2012, la crisi ha segnato anche i rifiuti, con un calo generale, che, se colpisce meno la raccolta indifferenziata, incide leggermente di più su quella differenziata.

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