Il Tirreno

Anva e Fiva contro i venditori abusivi

Le associazioni degli ambulanti accusano il Comune di San Vincenzo per l’assenza di controlli

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SAN VINCENZO. Il mercato del sabato a San VIncenzo? È terra di nessuno, non c’è un solo vigile che controlli e così i venditori abusivi imperversano. La denuncia, non nuova per la realtà sanvincenzina, è rilanciata ancora una volta dalle associazioni di categoria dei commercianti ambulanti, Anva-Confesrcenti e Fiva-Confcommercio.

«Come al solito, la presenza del vigile si limita solamente alle ore otto del mattino – si legge in una nota dei due sindacati – al fine di verificare l'assenza nei posteggi dei titolari e consegnare agli aventi diritto (spuntisti) la piazzola vuota, riscuotendone poi il suolo pubblico. Poi, il niente più assoluto. Nessun controllo, nessuna verifica, praticamente terra di nessuno. Conseguenza: alle ore 9.30 la via principale di accesso al mercato è occupata dagli abusivi i quali oltre a recare danno agli operatori commerciali impediscono il passaggio nel mercato ai potenziali acquirenti».

Alcuni operatori in occasione del mercato dell’altro giorno, fanno sapere i rappresentanti di Anva e Fiva, dopo aver tentato senza successo di far intervenire la polizia municipale, si sono rivolti ai carabinieri. Che sono arrivati con due pattuglie, ristabilendo l’ordine. «Ciò che ci lasci perplessi però – prosegue la nota sindacale – è l'atteggiamento dell'amministrazione comunale, che, dopo numerosi incontri ove si denunciava, da parte di Anva e Fiva la crescita esponenziale del problema in questione, niente è stato fatto per risolvere almeno il problema. L'unica presenza certa dell'amministrazione è sempre stata la lettera di richiesta di pagamento del suolo pubblico e altri oneri, ovviamente ai commercianti regolari, dato che sono facilmente rintracciabili. Ci viene naturale pensare – si legge ancora – che all'amministrazione di San Vincenzo, in questo momento di grave crisi occupazionale poco importi quali problemi abbiano circa ottanta aziende commerciali che danno lavoro ad oltre 150 persone. Probabilmente siamo considerati commercianti di serie B».

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