Il Tirreno

La marcia dei trattori contro l’isolamento

La marcia dei trattori contro l’isolamento

Dopo la demolizione di Ponte di Ferro e le scarse certezze sulla ricostruzione, lunedì abitanti e agricoltori sfileranno in corteo dalla Sdriscia a Piombino

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PIOMBINO. Demolire un’infrastruttura più che utile senza sapere quando potrà essere ricostruita, non è cosa buona. Continuano a pensarla così a Ponte di ferro, dove insieme al disagio sale la protesta.

Gli abitanti e gli agricoltori della zona, penalizzati fortemente dall’abbattimento del ponte senza avere ottenuto certezze sul rifacimento, dopo tre anni di richieste puntuali e qualche promessa, hanno deciso di passare ad azioni più incisive contro l’isolamento a cui si sentono costretti. Almeno fino al 2015.

Lunedì marceranno con trattori, auto e a piedi. Il corteo partirà dalla Sdriscia alle 9 del mattino e raggiungerà il semaforo all’ingresso della città.

L’obiettivo dei manifestanti è quello di portare l’attenzione sulla situazione con cui devono convivere in una zona rurale già scarsamente servita dal punto di vista della viabilità. Scarsi i collegamenti dei bus. Incroci pericolosi, toppe nell’asfalto e ora niente ponte.

Tra i cittadini, a partire dai più attivi nella mobilitazione, continua a trovare spazio l’amarezza per la conduzione della vicenda. «Lo hanno demolito ed è come si fossero tolti un peso dallo stomaco. Dicevano che il ponte costituiva un rischio di esondazione nella vicinissima area industriale e artigianale. Eppure si tratta di un’area creata in anni recenti, urbanizzata con regolari licenze edilizie comunali. C’è persino la sede Arpat», fanno notare.

Rispetto alla ricostruzione, le obiezioni ruotano intorno ad un elemento: i soldi non ci sono mai stati ma mai sono stati messi a bilancio.

«Adesso - dicono - il territorio è stato diviso nettamente in due parti e questo crea problemi seri soprattutto agli agricoltori. E’ stata preclusa la seconda strada in direzione sud e nel caso di chiusura per qualsiasi motivo della via della Base geodetica c’è da andare a Venturina».

Preoccupa anche il fatto che nell’area sottostante il ponte demolito abitano quattro o cinque famiglie a cui è venuta a mancare la via di fuga immediata proprio in caso di esondazione. Quella via di fuga garantita proprio dal vecchio ponte. Insomma, c’è chi si sente in qualche modo intrappolato.

Pesano a sfavore pure i problemi grossi per gli agricoltori di Campo all’Olmo e Populonia, in particolare in estate, quando dovranno affrontare svariati chilometri sulla strada della Base geodetica per raggiungere i silos di stoccaggio della Sdriscia. Come buona parte dei residenti, costretti al giro lungo per arrivare a Piombino. Idem turisti e ciclisti.

Valeria Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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