Il presidio
«Il Parco cambi marcia sui sentieri»
Appello di Legambiente al presidente Sammuri: tanti soldi spesi, pochi risultati. E serve una cartina digitale
PORTOFERRAIO. «Il Parco deve compiere uno sforzo in più sui sentieri». La richiesta viene rivolta da Legambiente al presidente del Parco Giampiero Sammuri, in attesa degli stati generali sui sentieri che, probabilmente, si terrà nel prossimo autunno. Del resto l’attenzione sulla sentieristica del parco è sempre stata alta: il turismo del camminare è una delle potenzialità più importanti per l’Elba che vuole coniugare al tempo stesso presenze e tutela dell’ambiente. E i soldi spesi per il miglioramento della rete dei sentieri da parte del Parco, in questi anni, sono molti. Ma sull’efficacia di questi interventi Legambiente non è pienamente convinta. «La prima presidenza di Beppe Tanelli ha dovuto fare i conti con una sentieristica in gran parte abbandonata e non segnalata, realizzando un colossale e prolungato intervento, anche fuori dal Parco, per rendere nuovamente fruibili centinaia di chilometri di percorsi – attaccano da Legambiente – chi gli è succeduto non è riuscito a mettere a regime un'opera di manutenzione in progress e si è proceduto con grandi progetti “spot” che hanno comportato grandi investimenti, a volte subito vanificati dai danneggiamenti della sentieristica fatti dai soliti attempati teppisti, aiutati dai soliti cinghiali e motocrossisti fuorilegge di importazione».
Le perplessità dell’associazione sono legate anche agli ultimi interventi, finanziati con 400mila euro nel bilancio di previsione 2013 del Parco, per la pulizia, manutenzione, riqualificazione e messa in sicurezza di una parte consistente ma selezionata di sentieri. «Ancora non si percepiscono risultati sul territorio – spiegano da Legambiente – a quanto ci segnalano i nostri soci e gli escursionisti per ora di questo progetto sono stati realizzati interventi limitati e tardivi. È chiaro che bisogna rivedere la tempistica e la realizzazione degli interventi e pensare a come realizzare una costante manutenzione che sarebbe meno costosa dei grandi progetti "una tantum"».
L’associazione ambientalista fa sapere come non siano più arrivate notizie circa l’annunciato accordo con il Club Alpino Italiano (Cai) «che potrebbe aiutare a coinvolgere i tanti appassionati di trekking in un progetto di monitoraggio e piccola gestione ordinaria per il quale sarebbero sufficienti minime risorse economiche a garanzia dei rimborsi spesa per avere sotto controllo i sentieri principali non ancora adottati, mantenendoli percorribili e ben segnalati – dicono da Legambiente – questo non toglierebbe la necessità dell'utilizzo dei boscaioli professionisti presenti all'Elba all'interno di un sistema che non sarebbe più di intervento su estese situazioni di "emergenza", ma di costante manutenzione e prevenzione».
La richiesta rivolta al direttivo del Parco e alla Comunità del Parco comprende anche un impegno per impedire che le proprietà private vengano usate strumentalmente per limitare la fruibilità pubblica dei tracciati storici.
«All'Elba, non solo nel Parco, sulla sentieristica siamo ancora alla penna e al calamaio – concludono da Legambiente – sul sito del Parco c'è poco più dell'ottima scheda sul percorso dell'Enfola, che ci risulta una delle pagine più cliccate, tutto il resto è statico, ma nel mondo hanno inventato gli smartphone, le apps, una cartina dei sentieri digitale non dovrebbe essere un'impresa così difficile, anche perché almeno il Parco ha la documentazione e le professionalità per farlo».
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