Il presidio
Licenziamento, Coop Domus vuole chiarire
PROCCHIO. «Sul licenziamento dell’ ex direttrice del condominio Napoleon occorrono delle precisazioni». A sostenerlo è la Cooperativa Domus, per voce del suo legale Domenico Napoleoni. Il...
PROCCHIO. «Sul licenziamento dell’ ex direttrice del condominio Napoleon occorrono delle precisazioni».
A sostenerlo è la Cooperativa Domus, per voce del suo legale Domenico Napoleoni. Il riferimento è all’articolo relativo alla sentenza del giudice del lavoro di livorno che, in seguito al licenziamento di Maria Francesca Cherchi, ha disposto il suo reintegro. «Si precisa che il datore di lavoro della dipendente è un condominio e non una società – fa sapere l’avvocato del condominio – e che la Coop Domus è composta esclusivamente da condomini. Circa lo svolgimento dei fatti si deve evidenziare che la dipendente è andata in pensione nel gennaio 2012 e solo dopo pochi giorni riassunta, il tutto senza riferire nulla ai condomini ed al consiglio di condominio per oltre un anno. Scoperta l’operazione, la dipendente si è presentata all’assemblea condominiale dello scorso aprile munita di deleghe nel tentativo di ratificare il contratto che la riguardava».
La ricostruzione della cooperativa prosegue. «La Cooperativa Domus, ottenute le dimissioni del suo presidente, artefice della riassunzione, non ha ratificato il contratto assieme alla maggioranza assembleare, comunicando alla stessa dipendente, presente in assemblea, l’inefficacia per il condominio del contratto non previamente autorizzato dall’assemblea, né da questa ratificato, del valore di ben 65mila euro annui».
In seguito a questa ricostruzione, il Condominio Domus non ritiene vero «che la dipendente avrebbe appreso della cessazione del suo rapporto di lavoro solo successivamente, per caso, come è stato scritto. Non è inoltre vero che il consiglio di condominio ha convocato un’assemblea straordinaria e che ha deciso di non ratificare il contratto. È stata l’assemblea, convocata dall’amministratore, che non ha ratificato il contratto di straordinaria amministrazione del valore di 65mila euro annui a fronte dell’apertura del residence per soli cinque mesi l’anno».
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