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Elicottero ammara in mezzo ai bagnanti
Il motore perdeva giri, il pilota costretto a eseguire una manovra d’emergenza proprio di fronte a cala San Quirico
PIOMBINO. Col motore in varia il pilota ha fatto un primo giro per scorgere uno spiazzo. Ma a Buca delle fate spiazzi non ce ne sono. Così ha fatto un altro giro, più largo, decidendo di atterrare a cala San Quirico. La spiaggia però era piena di gente. Dopo un paio di avvitamenti, a pochi metri dalla superficie del mare ha attivato i canotti gonfiabili, spento i motori ed è ammarato. Lo ha fatto in mezzo metro d'acqua e a cinque dagli asciugamani, tra gli scogli e soprattutto tra i bagnanti increduli. E' avvenuto alle 16,30 ed è un miracolo che nessuno si sia fatto male. Illesi i componenti dell'equipaggio, composto dal comandante Fulvio Audisio (44 anni, di Cuneo) e da una giovane coppia residente a Bologna (lui spagnolo, lei turca). Tutti e tre sono stati accompagnati a Baratti. I passeggeri sono stati trasferiti in ambulanza al pronto soccorso di Villamarina.
Nessun ferito neanche tra i bagnanti, che hanno seguito le evoluzioni dell'elicottero e poi di corsa sono usciti dall'acqua. Loro stessi bagnanti e alcuni diportisti hanno dato l'allarme alla capitaneria che ha inviato una motovedetta. Sul posto intanto è stato dirottato il gommone della polmare, il primo ad arrivare: stava eseguendo un pattugliamento nei paraggi. Poi quello dei vigili del fuoco e la motovedetta dei carabinieri.
«E' stata un'avaria al motore, il comandante è stato un eroe» ha detto lo spagnolo a uno dei bagnanti. Altri testimoni riferiscono che è stato come veder parcheggiare quell'elicottero in mare, per sottolineare la perizia del pilota. In procura però è stato aperto un fascicolo dal sostituto Gianfranco Petralia e l'inchiesta è stata affidata sia alla guardia costiera che ai tecnici dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo. L'elicottero, un quattro posti Robinson 44, era decollato da Cuneo e atterrato una prima volta a Portoferraio. Qui aveva imbarcato la coppia di turisti per portarli a Bologna, ma all'altezza del promontorio di Populonia il motore ha cominciato a perdere giri mentre i manometri dell'olio indicavano un calo della pressione.
A quel punto il pilota ha cercato un luogo dove atterrare in emergenza, ma in quella zona è tutta macchia e pareti a strapiombo sul mare e l'unica spiaggetta come dicevamo era affollata. Così la scelta è stata l'ammaraggio, in una zona la più vicina possibile alla costa. Messi al sicuro i membri dell'equipaggio e sinceratisi che anche tra i bagnanti non ci fossero feriti, gli uomini della capitaneria e della polmare si sono quindi dedicati all'elicottero. Aveva la coda piegata, le pale di viraggio distrutte. Ed era incastrato tra gli scogli. I due serbatoi da cento litri erano in sicurezza, non si era verificata alcuna perdita. La rimozione è stata affidata a una società specializzata che ha inviato un elicottero più grande. Anche il dirigente del commissariato, Walter Delfino, tra quelli che si sono tuffati e hanno imbracato il Robinson, poi trascinato sulla spiaggia e da qui sollevato dall'altro elicottero. In serata il relitto, sotto sequestro, è stato trasferito all'aviosuperficie Il Gabbiano di San Vincenzo.
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