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Il Pd: «Quella non era una mozione»

PIOMBINO. Nessuna scorrettezza, quella non era una mozione: il capogruppo Claudio Capuano e il segretario della federazione Valerio Fabiani rimandano al mittente le accuse dopo le polemiche per la...

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PIOMBINO. Nessuna scorrettezza, quella non era una mozione: il capogruppo Claudio Capuano e il segretario della federazione Valerio Fabiani rimandano al mittente le accuse dopo le polemiche per la mancata votazione sulla sanità. «Il fatto è - scrivono Capuano e Fabiani - che un’interpellanza del consigliere Checcoli (Rc) sull’ospedale di Livorno è stata improvvisamente, a fine consiglio, tatticamente trasformata in mozione dai gruppi Rc, Fli e Udc. Al di là della legittimità di questa operazione, peraltro mai avvenuta prima in questa legislatura, la cosa non è di scarso significato: mentre infatti l’interpellanza non richiede alcun numero legale, non obbliga a nessuna discussione (il consigliere interpellante pone domande all’amministrazione e questa risponde) e non esita con un voto, la mozione prevede la presenza di almeno 16 consiglieri, apre una discussione e si chiude con un voto del consiglio. Nel caso di specie, al termine dell’intervento del consigliere Checcoli, la presidenza ha informato il consiglio sulla richiesta dei gruppi di Fli, Udc e Rc di trasformare quell’interpellanza in mozione obbligando di fatto il consiglio a una discussione che, date l’importanza e la complessità della questione, non solo per le sue implicazioni politiche ma anche e soprattutto per i suoi significativi riflessi per i cittadini, non poteva e non doveva essere affrontata nei termini dell’interpellanza. Un blitz, insomma, tanto improvvisato quanto abborracciato».

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