Il Tirreno

Il ministro in visita al polo siderurgico

di Giorgio Pasquinucci
Il ministro in visita al polo siderurgico

Zanonato martedì in Lucchini incontrerà aziende e sindacati. Poi la firma del protocollo sullo sviluppo del porto

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PIOMBINO. Il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato martedì mattina sarà a Piombino per visitare il polo industriale. In Lucchini incontrerà anche i dirigenti della Magona e della Dalmine, le associazioni di categoria, i sindacati e le istituzioni. Successivamente in municipio firmerà il protocollo d’intesa sullo sviluppo del porto e la riqualificazione dell’area industriale con il sindaco Gianni Anselmi, il presidente della Regione Enrico Rossi e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà.

La notizia è arrivata dallo stesso Anselmi nel pomeriggio, dopo che nella mattina si era svolto una preoccupata riunione del consiglio di fabbrica della Lucchini. La visita del ministro è stata concordata tra le segreterie del Comune e del ministero, dopo la lettera inviata da Anselmi al presidente del Consiglio Letta. «Un’occasione – dice il sindaco – per far toccare con mano al governo la situazione ed impegnarlo sulle soluzioni urgenti e di prospettiva. Senza risolvere l’urgenza – prosegue – la prospettiva sarà ben più difficile, ripeteremo al ministero».

E l’urgenza secondo i sindacati e soprattutto quella di impedire la fermata dell’altoforno a settembre. Una fermata che sarebbe al buio, senza un progetto di ripresa dell’attività industriale che a febbraio sarebbe destinata ad interrompersi completamente per mancanza di materiale a terra da laminare.

«Bisogna fare di tutto – hanno ribadito i segretari di Fim, Fiom e Uilm (Fagioli, Gabrielli e Toninelli) – per evitare la fermata dell’Afo. E a questo scopo possono contribuire le sinergie tra l’Ilva e la Lucchini». Non una soluzione, ma un modo per guadagnare tempo, riportare la produzione dell’altoforno ad un punto di riequilibrio economico e nel frattempo mettere in campo progetti innovativi (tipo Corex o Finex) che consentirebbero di preservare, con l’esclusione della sola cokeria, il ciclo integrale dello stabilimento.

E a questo proposito anche ieri in consiglio di fabbrica è circolata la voce dell’interessamento della Siemens Vai, proprietaria dei brevetti Corex e Finex, ad un eventuale cofinanziamento del progetto, che sarebbe il primo realizzato in Europa e che potrebbe accedere anche a contributi per l’innovazione e la riduzione dell’inquinamento prefigurati nel piano per la siderurgia del vicepresidente della commissione europea Tajani.

«Tutto questo – sostengono i sindacati – se si affronta prima l’emergenza consentendo all’altoforno di andare avanti, come è possibile fino al 1015».

Tra i delegati c’è la piena consapevolezza delle drammaticità della situazione. Stringere, dunque, per mettere in campo tutto le iniziative possibili. Un incontro urgente è già stato richiesto al commissario straordinario Piero Nardi e un’altra occasione sarà sicuramente offerta dalla visita di Zanonato.

La decisione finale del consiglio di fabbrica è stata intento quella di organizzare una manifestazione di carattere nazionale a Piombino, entro la metà di settembre, per lanciare da qui un piano per tutta la siderurgia italiana, con la partecipazione dei tre segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil (Camusso, Bonanni e Angeletti). Questo in vista di una grande manifestazione a Roma che i sindacati provinciali hanno già chiesto di organizzare in concomitanza con uno sciopero nazionale delle siderurgia.

Il 30 settembre, data prevista dall’azienda per la fermata dell’altoforno si sta pericolosamente avvicinando. E delle proposte del commissario Nardi, hanno ripetuto i sindacati «non ce ne piace neanche una».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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