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La giunta vuole cambiare i confini del Parco
Approvata la proposta in consiglio comunale che sarà inviata al Ministero Dentro Montebello, Acquaviva e Puntale, vincoli esclusi in aree già urbanizzate
PORTOFERRAIO. Dentro le aree delicate dal punto di vista ambientale, fuori quelle già abbondantemente urbanizzate, per le quali una tutela non ha troppo senso. Il tutto con l’obiettivo di rendere più omogenei e riconoscibili i confini del Parco. Si può riassumere in questo modo la proposta, approvata nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Portoferraio, per la riperimetrazione dei confini del Parco nazionale. «Si tratta di una proposta che i cittadini attendevano da anni, che punta a rimediare ad errori di pianificazione del passato, a incongruenze e nuove necessità – fa sapere il sindaco di Portoferraio Roberto Peria – Gireremo la nostra proposta al Parco e al Ministero, non prima però di aver sottoposto questa stessa proposta al contributo dei cittadini e delle associazioni che potranno migliorarla ulteriormente».
Il saldo. Il prospetto messo a punto dalla giunta Peria e approvato in consiglio comunale prevede la cessione a favore del Parco di 443.209 metri quadrati di terreno finora fuori dai vincoli del piano del Parco, mentre propone l’estromissione dai confini del Parco per 313mila metri quadrati. Il saldo, per intendersi, è a favore dell’ente Parco per oltre 13 ettari. «Non è un dato da sottovalutare – spiega il sindaco Roberto Peria – abbiamo compiuto delle scelte logiche, le stesse fatte per la redazione della variante biennale di manutenzione votata alla conservazione e tutela del territorio, con la riduzione al minimo dei volumi e con scelte di buon senso come lo stop alle costruzioni sulla costa e nelle zone che riteniamo sensibili».
La proposta di perimetrazione dei confini del Parco, del resto, trae spunto dalla stessa analisi del territorio comunale che è servita da base per la definizione della variante di manutenzione. «Oggettivamente c’erano delle aree dentro i confini del Parco che, per caratteristiche, non c’entravano niente – ha dichiarato l’assessore all’urbanistica Alessandro Mazzei – mentre altre hanno effettivamente bisogno di essere tutelate per il proprio valore paesaggistico, ma stanno fuori dai confini dell’ente».
I cambiamenti. La mappa del Parco contiene nei suoi confini zone già da anni pesantemente urbanizzate, con abitazioni e con attività turistiche, che - pertanto - non hanno bisogno di tutela specifica. «Crediamo che non abbia senso tenere dentro il Parco zone come quella del Viticcio, abbondantemente urbanizzate con alberghi e abitazioni, oppure come Schiopparello, dove saranno portati i depuratori di Asa, piuttosto come aree con insediamenti come San Michele – spiega Peria – al contrario ci sono zone di valore che, inspiegabilmente, sono fuori dai confini del Parco ma hanno bisogno di essere tutelate». L’amministrazione comunale ha individuato tra le aree da includere nei confini del Parco la zona del Puntale, considerata di alto valore paesaggistico, come la stessa Acquaviva e Montebello dove, spiega il sindaco, «c’è una splendida falesia con la permanenza dei resti di un antico forte del ’700».
Lavoro aperto. L’idea della giunta Peria è quella di arrivare a un territorio del Parco con confini più logici e riconoscibili. «Ma il nostro lavoro vuole essere aperto – conferma il sindaco – sicuramente è migliorabile. E per questo saranno gradite le osservazioni dei cittadini e delle associazioni attente alla difesa dell’ambiente e del paesaggio».
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