«C’è chi crea lacerazioni fra i cittadini»
Pioli e Soffritti rilanciano l’ipotesi di fusione fra Suvereto e Campiglia e prendono le distanze dalle recenti tensioni
SUVERETO. Il clima teso e le lacerazioni che stanno emergendo, soprattutto a Suvereto, sull’ipotesi di fusione del Comune con Campiglia, non sono i sindaci a crearli. È quello che affermano in una nota congiunta Giampoalo Pioli sindaco di Suvereto e la sua collega campigliese Rossana Soffritti. La nota dei due sindaci arriva all’indomani del nuovo - con attacchi diretti ai due primi cittadini - esposto a Suvereto nei giorni scorsi.
«Il nuovo striscione, che non commentiamo – si legge infatti in apertura dell’interventi di Pioli e Soffritti – ha come oggetto (ma esposto in maniera incomprensibile ai più) le delibere che istituirono le funzioni associate e ordini del giorno che peroravano la causa dell'Unione dei Comuni. È vero che ci sono state, ma è anche vero che nel frattempo sono incorsi altri elementi. L’ipotesi di Unione dei Comuni della Val di Cornia – prosegue la nota dei sindaci – è stata resa di fatto molto più complessa dalla necessità che i Comuni sotto ai 5.000 abitanti dovessero associare le funzioni per intero, e quindi per adempiere alla legge, l’Unione avrebbe dovuto riguardare tutte le funzioni dei Comuni. Questa ipotesi ad oggi è molto difficile per la sua complessità, oltre che per la costituzione di un nuovo ente che comporterebbe un maggiore appesantimento burocratico e di costi».
Pioli e Soffritti sottolineano poi lo stretto lasso di tempo che resta per decidere. «Rimane la stringente obbligatorietà per il Comune di Suvereto di trovare una soluzione globale entro quest'anno, pena il commissariamento nel 2014 –– si legge infatti nella nota – A ciò va aggiunta la crescita dell'interesse tra i Comuni toscani verso l'ipotesi di fusione, dovuta anche alla modifica della legge 68 della Regione Toscana (modifica avvenuta alla fine 2012), che dal 1º gennaio 2013 spinge verso le fusioni ritenendole di fatto uno strumento più rispondente alle necessità dei territori rispetto alle unioni».
E quindi il passaggio sulle tensioni che da alcune settimane si sono fatte più pesanti, soprattutto a Suvereto. «Il clima di tensione che si è creato a Suvereto, e che speriamo possa velocemente rasserenarsi – affermano Pioli e Soffritti – non è stato causato dai sindaci e dai consigli comunali che hanno deliberato l’istanza per il referendum sull’ipotesi di fusione. La lacerazione della comunità, è opera di tutti quelli che inserendosi a vario titolo e per diversi motivi, invece di facilitare la partecipazione dei cittadini per ampliare la conoscenza del percorso verso il referendum sulla fusione, hanno prodotto disinformazione e paure, hanno condotto fin da subito il confronto sul terreno della diffidenza e della calunnia, hanno alimentato divisioni dettate prima di tutto da un malinteso concetto di identità. Al referendum – chiude la nota dei sindaci – si può votare sì o no, noi siamo convinti della validità dell’idea di costruire un nuovo Comune per il quale stiamo elaborando un progetto concreto e attraverso il quale garantire più servizi, maggiore efficienza per i cittadini e una rappresentanza di qualità a tutte le comunità. La decisione ultima spetta a loro, ma dovranno decidere confortati dalla conoscenza del progetto e delle prospettive, non in base alla paura di cambiare, perché senza il cambiamento non c’è né storia né progresso».
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