Italia
Ampliamento del porto, cantiere aperto entro ottobre
Sette mesi di lavori, con due turni giornalieri e se necessario anche tre, per acciuffare l’appuntamento con la Concordia
PIOMBINO. Sette mesi, considerando che uno sarà perso per condizioni meteomarine avverse. 210 giorni lavorativi su due turni giornalieri e se necessario anche su tre, per raggiungere il primo obiettivo: ormeggiare la Costa Concordia nel porto di Piombino. Queste le condizioni che saranno richieste alle 15 imprese già selezionate per l’aggiudicazione della gara, prevista entro ottobre delle opere nuove opere da realizzare: il molo sottoflutto per una lunghezza complessiva di 1.200 metri, di cui 700 protetti da una scogliera alta più di 7 metri e 370 sistemati a banchina, proprio dove dovrebbe accostare la Concordia, la realizzazione di un canale di accesso a meno 20 metri e di un piazzale per il cantiere di 8 ettari.
La corsa è iniziata. E che l’appuntamento con i tempi di rimozione dell’Isola del Giglio della nave riesca o no, per il porto di Piombino è un’eccezionale occasione di sviluppo. L’anticipazione delle opere essenziali previste dal piano regolatore portuale che recentemente ha ricevuto l’ultimo ok dalla Regione.
Probabilmente venerdì sarà firmato il protocollo d’ intesa tra i ministeri interessati, la Regione, il Comune e l’Autorità portuale sul dettaglio delle opere da realizzare, poste sotto il controllo del commissario straordinario Enrico Rossi, e la ripartizione dei finanziamenti: 111 milioni messi a disposizione dal “decreto Piombino”. Il solo ultimo nodo da sciogliere, in queste ore, è la posta di 10 milioni che avrebbe dovuto mettere a disposizione il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Ma il neo commissario della Port authority, Luciano Guerrieri appare ottimista sulla possibilità di superare anche questo imprevisto.
Sulla sua scrivania stende la planimetria del nuovo porto. La sua penna ricalca velocemente i tratti del progetto: sembra uno scherzo, anche se non lo sarà affatto. Eppure sembra convinto di potercela fare e il meccanismo, a sentirlo raccontare, appare perfetto come quello di un orologio svizzero. Sfodera i fogli zeppi dei dati delle caratterizzazione dei fondali da dragare: «Non ci sono materiali pericolosi – afferma – e tutto – sarà strettamente monitorato: bonifica dagli eventuali ordigni bellici, archeologi sempre presenti, analisi continue della colonna d’acqua. L’azienda che si aggiudicherà l’appalto avrà a disposizione tutti i dati geologici e sulle caratteristiche dei fondali, oltre a quelli dell’impatto ambientale sulla costa».
Per il porto s’inizia a scrivere un capitolo nuovo. «Un risultato del territorio della Regione, frutto di una integrazione positiva con il governo», commenta Guerrieri. «Ora al primo punto c’è l’urgenza: mantenimento delle attività industriali, sviluppo del porto e risanamento ambientale. È necessaria una gestione dei processi e delle procedure robusta e rapida , d’intesa tra il commissario straordinario Rossi, il Comune e l’Ap. Ma la partita non si chiuderà qui. C’è tutto il capitolo dell’articolo 27 del decreto Sviluppo, il riconoscimento di Piombino come area di crisi, la possibilità di far convergere altri finanziamenti e mettere in campo altri progetti. Una partita alla quale l’Autorità portuale intende portare il suo contributo».
Il bando di gara per le opere sta ricevendo le ultime limature. Sarà un lotto unico e l’azienda vincitrice dovrà progettare ed eseguire i lavori sulla base del preliminare e degli studi già predisposti dall’Autorità portuale. «Trenta giorni per consegnare la progettazione, dieci per la valutazione in conferenza dei servizi», Questi i tempi stretti, spiega Guerrieri, per consegnare i lavori ad ottobre.
I 210 giorni serviranno per realizzare le opere indispensabili per fare entrare una grossa nave, come la Concordia, in porto. Altri cinque mesi serviranno per completamenti e rifiniture. Ma a quel punto entrerà in gioco anche chi si dovrà occupare del cantiere di smantellamento. Si dovrà decidere le protezioni da realizzare intorno alla nave. Guerrieri tranquillizza anche elbani e follonichesi. «Tutto avverrà in piena sicurezza».
Quella che sarà attuata, salvo alcuni interventi che saranno rimandati ad una fase successiva, è grosso modo la parte del Prg portuale che si prevedeva di attuare entro il 2016: 38 milioni di euro per le opere in corso della variante 2 più i 110 del “decreto Piombino”, su una spesa complessiva prevista, nei tempi di durata del Prg (2013-2025) di 580 milioni. «Ovvio che tutto non potrà essere fatto con finanziamenti pubblici – precisa Guerrieri – ma aprendo il porto anche a investimenti privati».
Oltre al completamento delle vasche di colmata, che saranno quasi riempite con i 2,5 milioni di fanghi da scavare in questa prima fase, ne è previsto l’ampliamento con altre due, che saranno banchinate e trasformate in accosti e piazzali. Accanto a questo la predisposizione delle aree retroportuali, da mettere a disposizione di piccole imprese e della cantieristica. L’Ap è già in possesso di 22 ettari della aree ex Irfird acquistate dal Comune. Altri 7,5 ettari è intenzionata ad acquisirli al Gagno.
Ovvia la necessità di una nuova infrastrutturazione viaria e ferroviaria. La Sat realizzerà il prolungamento della 398 fino al Gagno con un costo previsto di 50 milioni - secondo gli accordi in corso - Ap e Comune contano sui ribassi d’asta per realizzare il collegamento tra il Gagno e il nuovo molo. «Stiamo lavorando insieme alle aziende alla ristrutturazione degli accessi ferroviari – completa Guerrieri – Ci sarà un unico asse di penetrazione con diramazioni per delle industrie ed il porto, in modo da realizzare un sistema logistico integrato».
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