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Perdite d’acqua a raffica nelle vie di San Vincenzo
Dal Comune si denunciano tubazioni troppo vecchie e interventi in ritardo Asa: «Ogni giorno eseguiamo 15 riparazioni urgenti in tutta la Val di Cornia»
SAN VINCENZO. San Vincenzo, seconda metà di luglio 2013. Via Regina Margherita: copiosa perdita d’acqua. Via della Torre: copiosa perdita d’acqua da vari giorni. Via del Prato: copiosa perdita d’acqua.
La lista potrebbe continuare con le altre perdite nelle vie di San Bartolo, Santa Caterina, del Castelluccio. Ma ci fermiamo; è solo per dare l’idea delle molte perdite dall’acquedotto comunale - molte segnalate pure dai lettori - sparse un po’ in tutto il territorio comunale.
Un fenomeno recente? No, le perdite ci sono sempre state e ci saranno. Ma con l’arrivo dell’estate, aumentano, e si vedrà perché. Perdite - si anticipa ciò che ha riferito un tecnico comunale - che non cesseranno presto, almeno finché il Comune non avrà risorse economiche sufficienti per sostituire le tubazioni, vecchie in taluni casi più di tre decenni.
Ma quanta acqua andata perduta arriva poi nelle bollette dei consumatori? Il dato nazionale parla, dice il tecnico comunale Paolo Cosimi, di circa il 30-35%, e a San Vincenzo appena qualcosa meno. Secondo Cosimi, in breve, se ci arriva una bolletta di 100 euro, dobbiamo considerare che la parte effettivamente consumata ammonta a 70 circa, mentre i restanti 30 sarebbero di acqua perduta dagli acquedotti. Secondo Asa, le cose non starebbero così. Ma andiamo per ordine.
A detta sia di Cosimi che di Asa, i problemi in via della Torre e in via Regina Margherita sono stati risolti nei giorni scorsi; quelli in via del Castelluccio - da quanto fa sapere Asa - saranno risolti oggi; in via Santa Caterina le squadrea Asa sono intervenute ieri. Non sappiamo nulla sui restanti (via del Prato, dietro la chiesa di Sant’Alfonso, ecc.).
Il vero problema, secondo Cosimi, è rappresentato dai tempi d’intervento troppo lunghi del gestore Asa, a partire dal momento della segnalazione. «La gestione dell’acquedotto comunale – ricorda Cosimi – è di Asa dal 2002. È Asa, quindi, responsabile degli interventi di riparazione. Purtroppo, però, i tempi d’intervento sono lunghi. Ad esempio, la perdita di via della Torre l’hanno segnalata ad Asa i nostri uffici, ma il gestore è intervenuto vari giorni dopo». Sono due, a quanto dice il tecnico comunale, i fattori principali delle perdite: «Innanzitutto – prosegue Cosimi – le perdite dipendono dal cambio di temperatura e dalla maggior pressione. In seconda istanza, le tubazioni di ferro o di polietilene, per giunta vecchie di 30 anni, si possono rompere più facilmente. Nelle zone soggette a perdite maggiori, le tubazioni andrebbero sostituite – aggiunge – ma purtroppo, al momento, non ci sono fondi comunali sufficienti per sostituirle. Nonostante tutto, è quasi impossibile eliminare totalmente le perdite. Gli interventi di chi deve riparare, dovrebbero avvenire entro le 48 ore dalla segnalazione del problema, ma in molti casi si va molto oltre».
Scorrendo le ordinanze degli ultimi 12 mesi nell’albo pretorio digitale del Comune, se ne trovano molte decine relative a cantieri da installare per riparazioni urgenti dell’acquedotto comunale. Asa, dal canto suo, ricorda qualche dato. «Eseguiamo – conferma l’ufficio relazioni esterne dell’Asa – circa 15 riparazioni al giorno in tutta la Val di Cornia, dando la precedenza alle perdite più importanti. Successivamente, risolti i problemi più gravi, interveniamo su quelli di minor rilievo. Solo in Val di Cornia – proseguono dall’Asa – ci sono 550mila metri di tubazioni».
Al contrario di ciò che dice Cosimi, e di ciò che pensa gran parte della cittadinanza, l’acqua persa non andrebbe in bolletta. «L’acqua che esce prima del ripristino – dice Asa – non grava sulle bollette». Ma la sensazione è chiara: per il resto dell’estate, e ancora per qualche anno, i sanvincenzini dovranno convivere con le perdite e con gli sprechi d’acqua.
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