Dopo il no, l’Elba ripensa alle fusioni
A tre mesi dal flop del Comune unico si apre il dibattito sulla semplificazione a tre amministrazioni. Ma la strada è in salita
PORTOFERRAIO. Sono passati solo tre mesi dal verdetto. Chiaro, inequivocabile. L’isola d’Elba ha bocciato il Comune unico: meglio restare separati in otto amministrazioni, piuttosto che fondere gestioni, tradizioni e autonomie in un unico soggetto politico. Nulla cambia, quindi. E invece, almeno a guardare la dicussione decollata negli ultimi giorni, l’isola non sembra avere riposto nel cassetto tutti i progetti di semplificazione amministrativa. Così a ovest può capitare che tre sindaci, tutti acerrimi nemici del Comune unico, siano aperti all’idea di una fusione in un unico Comune del versante occidentale (Marciana, Marciana Marina e Campo nell’Elba), mentre nel versante opposto dell’isola il passaggio a tre amministrazioni comunali (Portoferraio e un Comune orientale) è denso di ostacoli e di posizioni particolari, compresa quella del sindaco di Capoliveri Barbetti, tra i primi sostenitori del Comune unico ma adesso contrario alla fusione tra le due Rio, Capoliveri e Porto Azzurro in un Comune orientale.
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