Il turismo che va, Park Albatros regno degli olandesi
Oltre la metà dei 5.000 ospiti della struttura sanvincenzina anche durante questa estate arriverà dai Paesi Bassi
SAN VINCENZO. Tempo di crisi. I soldi scarseggiano, il potere d’acquisto delle famiglie diminuisce e le vacanze estive si accorciano, tendenzialmente, ai fine settimana o poco di più, a fronte delle lunghe ferie di anni fa. In questo duro contesto a livello italiano ed europeo, pare esservi uno spicchio di Vecchio Continente che non tradisce mai, soprattutto se si parla della Costa degli Etruschi e, in particolare, di San Vincenzo. Si tratta dei turisti olandesi, i quali colmano le strade della zona con le loro auto e le loro targhe inconfondibili. Non gremiscono solo le strade, ma anche gli agriturismo e i villaggi. Soprattutto uno, con il quale hanno un rapporto lungo, ben saldo e quasi privilegiato, un camping village presso il quale la loro presenza è così abituale da generare negli stanziali un’associazione spontanea: se pensi agli olandesi, pensi al Park Albatros; se pensi al Park Albatros, vengono in mente gli olandesi. Basti pensare alle presenze al Park Albatros (che ha una capienza di 5.800 persone) in questi giorni di metà luglio, comunicate dal direttore del camping village, il 55enne milanese Stefano Lampati : oltre ai 100 polacchi, ai 200 irlandesi, ai 200 tedeschi, ai 350 belgi, ai 150 inglesi, fa impressione il dato relativo agli olandesi, che sono circa 2.500, ossia, più o meno, il 50% del totale (in questo momento, all’Albatros, ci sono poco più di 5mila persone). E gli italiani? Gli italiani sono 600, esattamente lo stesso numero dei danesi. Ma perché gli olandesi non tradiscono neanche in tempi di vacche magre? Da dove nasce questo loro rapporto con il Park Albatros? Nel Paese dei tulipani, gli “orange” non soffrono la crisi come noi italiani o anch’essi stentano? A risponderci è Stefano Lampati. «Il fenomeno degli olandesi al Park Albatros – dice – è davvero considerevole, se si considera che adesso sono circa 2.500, più o meno la metà del totale. Tutto nacque 30 anni fa, quando la società Elite Club Vacanze di Figline Valdarno (di cui fa parte l’Albatros) iniziò a lavorare con tour operator olandesi e del nord Europa. Questo sodalizio si è poi intensificato negli anni, e continuerà su questa traccia. Gli olandesi impazziscono per le piscine e i giochi per i bambini in ambienti aperti, e noi abbiamo cavalcato questa loro passione, tanto da far diventare il Park Albatros uno dei migliori e più grandi camping village d’Europa». Ma la crisi la sentono anche all’estero, tanto che gli ospiti stranieri del resort hanno limitato le loro spese rispetto a qualche anno fa. «Organizziamo – dice Lampati - un mercatino artigianale all’interno del resort due volte alla settimana, per far conoscere le peculiarità di queste zone. E da ciò che ho potuto vedere, i turisti spendono meno rispetto all’anno scorso». E in mezzo alla crisi, il Comune di Piombino si è fatto trovare più pronto di quello di San Vincenzo. E’ da qualche anno, infatti, che vediamo meno olandesi in giro per San Vincenzo e molti di più a Piombino. Ciò si deve al servizio navetta che il Comune di Piombino ha predisposto per portare i clienti dell’Albatros in città, con risultati evidentemente positivi (e negativi per San Vincenzo). «Sì – conferma Lampati – i turisti, specie gli olandesi, si spostano sempre di più verso Piombino, soprattutto di sera. Ciò grazie al servizio di navetta e bus che ha organizzato il Comune piombinese da e per il Park Albatros. Diciamo che da Piombino c’è stato un grosso impegno e noi ne siamo felici». L’olandese torna “volante”, dunque, in direzione Piombino. E corre poi a gremire il resort sanvincenzino, raggiungendo in quantità il numero di abitanti di Suvereto, all’interno di un vero e proprio paese quasi con gli stessi abitanti di San Vincenzo.
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