Il Tirreno

L’assassino di Anna-Lena tradito dal Dna

di Cristiano Lozito e Barbara Antoni
L’assassino di Anna-Lena tradito dal Dna

Disoccupato di 45 anni arrestato dalla polizia: il codice genetico rilevato dal coltello con cui ha ucciso la ragazza

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PIOMBINO. La polizia di Rostock ha arrestato un uomo accusato di aver ucciso Anna Lena Ulich, la 29enne che abitava a San Vincenzo col marito Matteo Chesi e il figlio di due anni, aggredita in un parco mentre faceva jogging: da ieri nel carcere di Buetzow è rinchiuso il 45enne Norman L., disoccupato, con precedenti per furti, lesioni e tentata violenza sessuale, prelevato dagli agenti nella sua casa di Lubecca alle 2,30 della notte tra mercoledì e giovedì. L’appartamento in cui l’uomo viveva da solo dopo il divorzio, è a un chilometro e mezzo dal punto dove Anna-Lena Ulich è stata uccisa.

Norman L. al momento dell’irruzione della polizia non ha opposto resistenza, rifiutandosi però di rispondere anche alle domande del giudice del Tribunale di Schwerin che ieri pomeriggio ha formalizzato l’arresto stabilendo la custodia in carcere.

A tradirlo è stato il suo profilo genetico: ieri infatti in una conferenza stampa nella questura di Rostock, il capo della polizia Thomas Laum ha rivelato dettagli fin qui tenuti nascosti ai cronisti proprio per non dare al presunto assassino riferimenti sullo stato di avanzamento delle indagini.

Laum ha spiegato che le indagini non sono concluse e che l’arrestato potrebbe essere chiamato a rispondere di altri reati.

Gli inquirenti tendono a escludere l’ipotesi della rapina; quella prevalente, al momento, resta il tentativo di violenza sessuale, a cui la giovane avrebbe reagito con tutte le sue forze, e finito con l’omicidio.

Gli agenti avevano ritrovato vicino al luogo del delitto il coltello con cui era stata uccisa la ragazza (il corpo è già stato sottoposto ad autopsia), che forse l’uomo aveva perso nella colluttazione e che non era riuscito a recuperare per l’arrivo di altre persone, in una zona molto frequentata da jogger.

L’analisi dell’arma nei laboratori scientifici della polizia aveva permesso di isolare tracce di Dna, fino a stabilire un profilo genetico che, inserito nello schedario criminale della polizia tedesca, ha portato all’uomo arrestato l’altra notte, che nel 1989 aveva riportato una condanna a 2 anni e 9 mesi di carcere per un tentato stupro.

Ma, nella fase dell’esame del Dna, che richiede appunto del tempo, la polizia aveva schierato una squadra composta da una trentina di agenti, sentendo molte persone e ottenendo una serie di informazioni, ieri definite comunque importanti dagli investigatori.

Altre tracce rilevate sul posto erano state fiutate dai cani, con i quali la polizia aveva a lungo pattugliato tutta la zona, arrivando fino a Lubecca.

Ma il risultato del Dna, sul quale gli uomini della scientifica hanno lavorato giorno e notte, è stato l’elemento che ha convinto la polizia a effettuare l’irruzione in casa di Norman L., a lungo perquisita dagli agenti.

La notizia dell’arresto è stata comunicata ai genitori, al marito di Anna-Lena e agli altri familiari, nella casa degli Ulich a Lubecca.

Ancora incerta la data dei funerali, che probabilmente si terranno nella città tedesca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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