Italia
«L’ ospedale di Livorno si mangerà tutte le risorse»
PIOMBINO. Quali effetti avrà sull’organizzazione sanitaria della Val di Cornia la costruzione del nuovo ospedale di Livorno? È la domanda che si pone Rifondazione comunista, che ricorda che l’assessor...
PIOMBINO. Quali effetti avrà sull’organizzazione sanitaria della Val di Cornia la costruzione del nuovo ospedale di Livorno? È la domanda che si pone Rifondazione comunista, che ricorda che l’assessore regionale alla sanità Marroni ha garantito la copertura finanziaria dei 109 milioni nel caso l’Asl 6 non riesca a vendere i beni immobiliari di sua proprietà a Livorno.
«Non solo – sostiene il Prc – l’Asl 6 dovrà pagare alla società costruttrice 33 milioni all’anno per 34 anni come proventi per la gestione dei servizi non sanitari. L’importo dovrà essere corrisposto in funzione delle prestazioni erogate. Inoltre, poiché siamo in ambito di project financing, l’Asl dovrà vincolare risorse per ottemperare al pagamento annuale».
Rifondazione si chiede quindi se le amministrazioni hanno valutato le ricadute negative che si avranno sulla piccola impresa della Val di Cornia e che per i prossimi 34 anni, salvo subappalti, non avrà mai modo di poter supportare i servizi socio sanitari attraverso le proprie prestazioni visto che ogni tipo di servizio non sanitario per l’intera Asl 6 sarà fornito dalla società costruttrice dell’ospedale di Livorno».
«Siamo sicuri – sostiene il Prc – che l’obbligo di destinare 33 milioni di euro l’anno per 34 anni, con mandato irrevocabile di pagamento e di rispetto dei tempi, e l’obbligo di assicurare un livello minimo di prestazioni, non compromettano investimenti in termini di attività e di risorse umane anche per il nostro ospedale e la nostra zona? Che succede se in questi 34 anni riusciamo più a mantenere il livello il livello minimo di prestazioni per ogni servizio gestito dal concessionario? Paghiamo penali su penali o magari siamo pronti a cedere anche qualche servizio sanitario al privato?».
«Per la realizzazione della Casa della salute a Piombino, e, come propone il Comitato pro fusione Campiglia-Suvereto, per realizzarne altre 3 nell’ipotetico nuovo Comune, attraverso, oltre a finanziamenti regionali, la vendita di immobili Asl a Piombino e in Val di Cornia, le amministrazioni hanno avuto garanzie certe – chiede Rifondazione – che il ricavato sia reinvestito nella nostra zona e nel nostro ospedale?» E ancora «l’assessore regionale e garantirà anche in Val di Cornia la copertura per la o le Case della salute se non si riuscisse a vendere gli immobili?».
«Temiamo – conclude il Prc– che il nuovo ospedale di Livorno possa diventare un mostro che si mangerà ogni risorsa disponibile dell’intero territorio provinciale e chiediamo ai sindaci certezze sulla tenuta e sulla valorizzazione dei servizi nel territorio».
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