Italia
Tante le chiusure, negozi travolti dall’onda franchising
In tre anni 107 attività che hanno tirato giù le saracinesche. Pallini: «Molti problemi, la qualità può fare la differenza»
In tre anni - 2010 al 2012 - giù la saracinesca, in città, per 107 negozi di commercio al dettaglio; 84 le nuove aperture. Dunque 23 unità in negativo, scarto che acquista il peso che merita se si fanno due passi tra via Galilei e via Tellini, per spingersi poi fino a via Petrarca. Allora si subisce il vero effetto del'epidemia che ha portato via molte attività una accanto all'altra. Tanti cartelli di vendesi e affittasi. Un negozio dopo l'altro abbandonato, stretti tra fitti esagerati, tasse alte, servizi scarsi e meno soldi da spendere. Dunque poco ossigeno per negozi di tradizione e tante immobiliari.
Più telefonia, si moltiplicano sigarette elettroniche e compro oro. Da ricordare la gran fatica con cui restano aperti i negozi di vicinato non più in grado di stare al passo con la pioggia di supermercati. Per i pubblici esercizi, cioè bar ristoranti? 8 le chiusure, 9 le nuove aperture in tre anni. Dal dicembre scorso non c’è più il Lucumone, a Populonia, a lungo quotato nelle guide nazionali di enogastronomia. Dati dall'elaborazione del gestionale sul commercio del Comune.
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