Giovedì in shopping con i primi saldi nelle vie del centro
Iniziativa dei commercianti di Venturina contro la crisi Ma per alcuni gli sconti andrebbero posticipati ad agosto
VENTURINA. I saldi estivi sono alle porte con occasioni accattivanti per chi non ha ancora comprato il sospirato costume da bagno o il semplice infradito. Fatto sta che la crisi dilagante e la poca affluenza di turisti preoccupano la maggior parte dei negozianti venturinesi, usciti da una stagione affannosa per quanto riguarda il commercio.
Ovviamente non tutti i settori e negozianti si ritengono insoddisfatti, ma la maggioranza afferma il contrario.
E se alcuni imputano le scarse vendite alla crisi nazionale, dall'altro entrano in ballo altri fattori come la crescita della grande distribuzione, le poche attrattive turistiche e una zona blu un po' anonima.
Quindi sono molti i progetti dei commercianti per contrastare la crisi e ravvivare lo shopping a partire dai giovedì estivi che da luglio caratterizzeranno settimanalmente il nostro paese.
Come spiega Ivana Ferretti, presidente del Centro commerciale naturale di Venturina «la crisi c'è, è inutile negarlo, adesso sta a noi negozianti collaborare reciprocamente per migliorare un po' la condizione attuale. E i giovedì, in concomitanza con i saldi, sono l'occasione giusta per attirare più persone possibili. Quindi via libera a spettacoli di vario genere, cene e tanto altro ancora».
Per altri commercianti al di là dei giovedì estivi c'è invece un problema di fondo, ovvero la data dell'inizio dei saldi, che andrebbe posticipata dopo Ferragosto, perché, come sostiene Luciano Maccherini titolare del negozio Valnera «gli sconti datati 6 luglio tendono a rallentare le vendite stagionali, ovvero chi dovrebbe comprare a maggio o giugno un capo d'abbigliamento o un paio di scarpe preferisce aspettare ovviamente luglio. Tuttavia per quanto riguarda la mia famiglia, che da anni si dedica con passione a questa attività, la crisi non l'abbiamo eccessivamente sentita. È logico una lieve diminuzione c'è stata, ma ci riteniamo soddisfatti».
Dichiarazioni sincere, dettate anche dall'amore per una professione difficile e affascinante allo stesso tempo. Quindi, oltre l'amarezza per una crisi dilagante, sembra esserci ancora la voglia di andare avanti, nonostante per alcune attività ci sia stato un calo medio del 15 per cento.
Per non parlare delle spese eccessive che un'attività comporta e del maltempo che, tra piogge sporadiche e repentini cambi di temperatura, non ha certo contribuito a migliorare il quadro economico. Pertanto non ci resta che sperare in questi primi raggi di sole per uscire dalle quattro mura e fare qualche buon affare.
Francesca Zamboni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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