Il Tirreno

Porto, pronto il decreto per finanziare i lavori

Cristiano Lozito
Porto, pronto il decreto per finanziare i lavori

Trovato l’accordo per lo sforamento del patto di stabilità di 40,7 milioni e di altri 10 milioni nel 2014. Intanto parte il bando di preselezione per le opere

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PIOMBINO. Sui finanziamenti al porto di Piombino sono giorni di fibrillazione: le voci su nuove difficoltà sono collegate al rinvio del decreto 43 che indica Piombino come area di crisi industriale, ma che al suo interno racchiude anche provvedimenti per Genova, L’Aquila e l’Expo di Milano, e quindi di particolare complessità.

Voci che trovano eco in un’interpellanza in consiglio regionale dell’Idv, che col vicepresidente Giuliano Fedeli e il capogruppo Marta Gazzarri, si mostra preoccupata «per il rinvio da parte del Parlamento delle decisioni sugli accordi di programma che dovrebbero portare a Piombino le risorse necessarie per la riorganizzazione del porto in vista dell’arrivo della Costa Concordia. Basta con i soliti giochetti della politica. È ora di prendere decisioni definitive - aggiungono - perché il protrarsi di questa situazione di incertezza può veramente compromettere i progetti di rilancio di Piombino».

Cenni di nervosismo che contrastano con le dichiarazioni rassicuranti dell’onorevole Silvia Velo («Sul decreto stiamo lavorando e pur nella complessità della situazione tutto sta procedendo secondo i programmi») e con la notizia che il decreto sarà in aula a Palazzo Madama martedì prossimo, probabilmente sottoposto al voto di fiducia per accelerare i tempi visto che poi la conversione dovrà avvenire entro il 25 giugno.

Inoltre fonti qualificate raccontano di un accordo raggiunto nelle ultime ore tra le istituzioni coinvolte e la Ragioneria di Stato che conferma l’autorizzazione allo sforamento del patto di stabilità per 40,7 milioni, altri 10 milioni per il 2014 e ulteriori eventuali deroghe al patto stabilità, previste su proposta del Commissario straordinario Enrico Rossi per interventi di necessità. Sono questi i soldi necessari a far partire le opere, il resto verrà in gran parte da fondi regionali, comunali, governativi (ministero dell’Ambiente e ministero delle infrastrutture) e dell’Autorità portuale.

Finanziamenti che – ormai è stato abbondantemente chiarito – sono sganciati dall’operazione Concordia, anche se all’Autorità portuale non viene data assolutamente per persa la possibilità di far coincidere i tempi della rimozione del relitto dal Giglio con la conclusione delle opere necessarie ad accogliere la nave, cioè gli interventi minimi per metterla in sicurezza proseguendo poi gli altri lavori: in questi giorni infatti verrà pubblicato sulla Gazzetta europea il bando di preselezione per le opere, entro un paio di settimane poi si passerà alla gara vera e propria che sarà espletata secondo le attese entro la metà di luglio per poi procedere all’esame delle offerte, per il quale sono previsti tempi rapidissimi. Tutto per essere pronti a fine estate all’assegnazione dell’appalto.

 

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