Velo: via a una nuova stagione di politiche sovracomunali
CAMPIGLIA. Nel dibattito che si è acceso in queste settimane sull'assetto istituzionale della Val di Cornia, interviene Silvia Velo, deputato del Pd, che giudica la discussione «un fatto positivo,...
CAMPIGLIA. Nel dibattito che si è acceso in queste settimane sull'assetto istituzionale della Val di Cornia, interviene Silvia Velo, deputato del Pd, che giudica la discussione «un fatto positivo, anche nella diversità di opinioni che talvolta si registra, perché testimonia la rilevanza strategica che viene riconosciuta al tema. In particolare sul percorso di fusione fra i Comuni di Campiglia e Suvereto si è fatto riferimento alla proposta di legge Realacci sui piccoli e alle supposte contraddizioni che solleverebbe con i processi di fusione avviati. Tale proposta di legge fa riferimento ai Comuni collocati in aree critiche dal punto di vista geologico-ambientale, caratterizzati da marcata arretratezza economica, dove si sia verificato una consistente diminuzione della popolazione, con parametri di disagio insediativo in base a indice di vecchiaia, disoccupazione e ruralità, dove non vi siano adeguati servizi sociali ecc».
«L'obiettivo principale della legge – sostiene Velo – è la salvaguardia delle identità culturali di quelle comunità che si trovino in particolari condizioni di svantaggio e sicuramente non è in contrapposizione col processo di fusione che è stato aperto tra Campiglia e Suvereto che, peraltro, certo non possono essere identificati nel quadro di criticità elencato nella proposta di legge in oggetto. Queste due amministrazioni intendono infatti proseguire sulla strada del Comune Unico, mantenendo le specificità culturali e i patrimoni di entrambe le comunità così come più volte dichiarato dai consigli comunali».
Così per la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, «è necessario guardare a questo percorso non solo nel quadro delle emergenze contingenti, ma anche e soprattutto in una prospettiva di medio-lungo periodo; un Comune di oltre 16000 abitanti, quale quello possibile dal Comune Unico Campiglia-Suvereto, garantirebbe una maggiore competitività di tutto il territorio, grazie al suo peso specifico nel quadro regionale renderebbe possibile un maggiore sviluppo integrato del territorio vasto in grado di rilanciare e promuovere le specificità economiche, sociali e culturali».
Per Velo, infine, «il processo di fusione che parte da Campiglia e Suvereto, contribuirà a dare alla Val di Cornia quella forza necessaria ad aprire una stagione nuova di politiche sovracomunali che dovrà parlare a un territorio più vasto, quello dell'Alta Maremma-Elba. Soltanto con politiche sovracomunali forti all’interno di un ambito territoriale più ampio sarà possibile affrontare i problemi che, oggi, acuiti dalla crisi, raggiungono proporzioni preoccupanti. Tutto questo va inquadrato in una revisione complessiva dell’assetto istituzionale del Paese, che deve passare da scelte di semplificazione e modernizzazione, in primis l’abolizione delle province e la razionalizzazione degli 8000 Comuni. Su questo percorso la Val di Cornia può rinnovare la tradizione di apripista nei processi di innovazione che l'ha sempre caratterizzata».
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