Il presidio
Grande Fratello, boom di telecamere pubbliche e private
Centro storico presidiato dall’occhio elettronico antivandali ma i video servono soprattutto ai vigili per le multe nella Ztl
PIOMBINO. Se i cittadini devono essere tutelati talvolta il diritto passa naturalmente a monumenti, palazzi, piazze e qualsiasi opera architettonica costruita dall’uomo, fino a interessare l’intero tessuto urbano di un centro abitato.
A controllare sono le forze dell’ordine e le società private di vigilanza. Qualche volta a loro si unisce l’occhio, magari indiscreto, ma spesso prezioso di un dispositivo elettronico. In un periodo di autentico boom della videosorveglianza, sia pubblica che privata, Piombino non pare esclusa dalla tendenza del momento. Al di là delle videocamere installate privatamente a difesa di negozi, banche, uffici o semplici abitazioni, per un trend che vede nell’occhio elettronico un valido aiuto in ordine di sicurezza, sono 19 le telecamere che solo il Comune ha sistemato su piazze e vie della città.
Sono appena tre quelle che hanno come obiettivo primario la difesa dagli atti vandalici, e sono collocate in una zona ben precisa, in via Borgo alla Noce, lungo la discesa di via Sferracavalli e alle Fonti di Marina.
Altre dodici hanno invece essenzialmente il compito di controllo della viabilità. È questo il caso delle videocamere installate ad esempio in viale della Repubblica, in piazza Gramsci o alla rotonda della stazione.
Infine ci sono i dispositivi che vigilano sull’accesso alle zone a traffico limitato; sono quattro, impiegate in piazza Manzoni, via Vittorio Emanuele, piazza Umberto I e via della Marina nel periodo estivo.
Destinazioni quindi diverse che non impediscono tuttavia alle telecamere, al di là dei diversi obiettivi, di rappresentare un efficace strumento di vigilanza urbana. «È capitato che in alcuni casi i dispositivi delle Ztl siano stati consultati in occasione di illeciti di varia natura e danneggiamenti – spiega l’assessore alla polizia municipale, e alle politiche per la sicurezza e il decoro, Elisa Murzi – È comunque soprattutto la tipologia di videocamere per la difesa da atti vandalici che speriamo di poter incentivare. In questo senso rientra il progetto della prefettura “1000 occhi sulla città” sul quale contiamo, anche economicamente, per ottenere l’aumento di questi apparecchi».
Ma alla fine quanto è importante l’occhio elettronico sul centro urbano? «Talvolta è determinante, anche se in generale non è un metodo risolutivo – afferma Murzi – Oggi come oggi registriamo una richiesta continua di installazioni di questo genere, anche se l’augurio è che non sia necessario essere ripresi continuamente da una videocamera per sentirsi al sicuro. Non è infatti un’idea piacevole quella di dover essere osservati in modo costante per avere una città tranquilla, anche se in alcune situazioni si rivela fondamentale».
È la polizia municipale il filtro immediato della videosorveglianza pubblica. Le riprese effettuate dai dispositivi per il controllo della viabilità e per la tutela dagli atti vandalici restano in memoria 72 ore, eventualmente a disposizione delle forze dell’ordine, mentre gli apparecchi per la Ztl danno 10 giorni di tempo ai vigili urbani per verificare la validità o meno dell’ingresso nelle zone a traffico limitato.
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