Italia
Palazzine di via della Pace, il costruttore ricorre al Tar
PIOMBINO. L’impresa che sta costruendo le palazzine ai Pozzetti, la ditta Giorgi di Riotorto, ha presentato ricorso al Tar contro la sanzione comminata dal Comune per le opere costruite in difformità...
PIOMBINO. L’impresa che sta costruendo le palazzine ai Pozzetti, la ditta Giorgi di Riotorto, ha presentato ricorso al Tar contro la sanzione comminata dal Comune per le opere costruite in difformità con il permesso a costruire.
Lo conferma l’assessore all’urbanista Luciano Francardi in una recente risposta all’interpellanza presentata dal consigliere comunale dell’Udc Luigi Coppola sulla vicenda.
Un caso non ancora chiuso, quello delle palazzine che hanno definitivamente compromesso la zona panoramica di via della Pace, suscitando una vivace reazione dei cittadini e sollevando poi un’infinità di polemiche tra le forze politiche che hanno coinvolto dall’interno lo stesso partito di maggioranza, il Pd.
Dopo le proteste di numerosi cittadini, che hanno letteralmente invaso i social network, controlli dei vigili edilizi permisero di riscontrare difformità nell’altezza di due delle tre palazzine in costruzione. Una risultava più alta di 60 centimetri e l’altra di 120 centimetri.
Difformità che permisero al Comune di fermare da prima i lavori di costruzione, poi di emettere un provvedimento sanzionatorio di 100mila euro all’impresa per parziali difformità edilizie.
Un provvedimento che tuttavia non ha fatto altro che rinfocolare la polemica, poiché ritenuto insufficiente dagli stessi cittadini che per primi avevano denunciato il caso. In consiglio comunale e nelle risposte date alle varie interpellanze (la prima presentata dal consigliere del Pd Rinaldo Barsotti), l’assessore Francardi a sempre sostenuto l’impossibilità, a norma di legge, di imporre la demolizione anche parziale delle opere realizzate in difformità con il permesso a costruire. «La legge regionale – ripete anche rispondendo a Coppola – prevede una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile». Evidentemente neanche questo è stato accettato di buon grado dal costruttore.
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