Il Tirreno

«Ora segnaleremo chi lavora al nero»

di Valeria Parrini ; di Valeria Parrini
«Ora segnaleremo chi lavora al nero»

L’Associazione edile Piombino contro la concorrenza sleale di singoli e imprese che operano in modo irregolare

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PIOMBINO. La definiscono «campagna dissuasoria». E annunciano che, da ora in poi, segnaleranno agli enti di controllo le attività edili al nero. Quelle in cui si imbattono quotidianamente mentre svolgono la loro, di attività. Che, però, è regolare.

Sono le imprese aderenti all’Associazione edile Piombino, nata un anno fa da 17 piccoli artigiani. Contano una settantina di dipendenti e sono stanche di lavorare in condizioni di svantaggio, «di fare - sostengono - un mestiere alla mercè di troppi non addetti ai lavori».

Una giungla Lo avevano previsto e ci avevano preso: la loro presenza e le loro richieste non sembrano aver destato grande interesse. «E allora vogliamo spiegare che l’associazione è viva e vegeta e che il nostro livello di sopportazione, ormai, è esaurito. Dev’essere chiaro che siamo più determinati che mai», afferma il pressidente, Decio Cordini.

Cordini descrive l’artigianato edile come una giungla. Tratteggia un settore che ha bisogno di una riforma sostanziale, capace di tutelare gli imprenditori in possesso di requisiti adeguati e, quindi, in grado di offrire un servizio professionale idoneo.

«Ad oggi, invece, il nostro settore è aperto a tutti, inclusi quelli che con questo mestiere non hanno niente a che fare, che sfruttano la propria personalità e manodopera spicciola», sostiene l’impresario.

L’identikit Cordini descrive la «sfacciata facilità» con cui alcuni soggetti si muovono con attività completamente sconosciute all’Inps, all’Inail, all’erario e agli altri enti preposti. «Attenzione. - dice - Verrebbe da pensare a disoccupati che cercano di arrangiarsi per arrivare a fine mese. Difficile, che sia così. Parliamo quasi sempre di pensionati o di dopolavoristi. Senza contare i comunitari e gli extracomunitari, per di più sfruttati. Ce n’è a sufficienza per far crollare i prezzi della metà». Concorrenza sleale per le imprese regolari. E rischi grossi anche per i committenti, per i cittadini che si orientano verso soluzioni al nero.

Alla luce del sole Gli incontri con questi soggetti avvengono quotidianamente. Nei magazzini di prodotti edili, per le strade della città, vicino ai condomini, mentre sono impegnati nello scarico o nel carico dei propri mezzi con materiali o detriti.

La beffa aggiuntiva è la seguente: «Noi ditte regolari, per poter conferire il materiale in discarica, dobbiamo compilare un formulario dettagliatissimo da consegnare agli impianti Asiu dove pesano i detriti e ci fanno pagare in base a questo. Gli altri, - prosegue Cordini - vanno direttamente all’isola ecologica, cosa che a noi è proibita, e scaricano gratis. Se noi abbiamo i detriti a bordo, invece, non possiamo neanche circolare al di fuori del tragitto per la discarica. Altrimenti rischiamo un verbale di 3 mila euro».

La crisi non c’entra Dall’osservatorio dell’associazione emerge un dato di fatto. La crisi non c’entra. Il tasso di irregolarità viene da lontano.

«Per evitare spiacevoli situazioni - chiude Cordini - invitiamo tutti al rispetto delle regole, nel rispetto delle imprese che giorno per giorno lavorano e lottano per sopravvivere. Invitiamo i colleghi che credono in questo, ad unirsi a noi».

La sede dell’associazione è in via Torino, presso la Edildue. Il titolare, Ivano Assenza, è il suo vicepresidente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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