Il Tirreno

Ok al progetto Sarago ma in tanti non ci stanno

di Paolo Federighi
Ok al progetto Sarago ma in tanti non ci stanno

Il servizio di salvamento a mare confermato. Il Comune mette 120mila euro Polemiche sul contributo dei privati: «Va finanziato con la tassa di soggiorno»

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SAN VINCENZO. Il Progetto Sarago si farà. Il Comune ha detto sì e la gran parte delle strutture titolari di spiagge in concessione parteciperanno al Progetto. Tranne alcune che, amareggiate per quello che considerano un cattivo impiego dei proventi della tassa di soggiorno, si sono rifiutate di contribuire con altri soldi quando, a loro avviso, gli incassi della criticata imposta dovrebbero servire anche al progetto di salvamento.

Intanto, le strutture che dovevano un totale di 16mila euro circa del Progetto 2012, hanno liquidato il proprio debito nei giorni scorsi. Il servizio inizierà il 1° giugno, con qualche difficoltà in più, rispetto al passato, a livello di programmazione.

Il Progetto Sarago, iniziato nel ’97 con l’istituzione, da parte del Comune, dei cosiddetti “Punti azzurri”, è andato potenziandosi a partire dal 2005, con un maggior numero di punti di salvataggio, torrette e bagnini. Sarago è arrivato in questi anni a coprire quasi tutti gli 11 chilometri di litorale sanvincenzino e, grazie alla collaborazione tra Comune, imprenditori privati, associazioni locali e di categoria, ha protetto l’incolumità dei bagnanti sulle spiagge libere e private, salvando decine di vite ed intervenendo provvidenzialmente in centinaia di occasioni.

Spiaggia pubblica. Il servizio di salvamento sulla spiaggia pubblica sarà coperto dal Comune con un finanziamento di 120mila euro. Sarago si snoda su oltre 20 postazioni di salvamento su aree private in concessione demaniale e 9 su aree di spiaggia libera, dalla Conchiglia a via Liguria e via Veneto, passando per le spiagge antistanti i cancelli 1, 2 , 3, 4 e 5 del parco di Rimigliano.

Tra i vari mezzi disponibili per le operazioni di salvataggio, anche una moto d’acqua (ingresso 4 del parco di Rimigliano), dotata di barella e di pilota abilitato alla conduzione. Gli altri punti di salvamento pubblici sono situati sul tratto di litorale antistante l’accesso a mare del Podere Tuscania e su quello antistante la foce della “Fossa Calda”.

Le postazioni sono collegate tra loro via radio e coordinate da Fausto Nannini, mentre Alessandro Baldi (presidente del Consorzio Balneari Sabbia Etrusca) è il coordinatore tra spiagge pubbliche e private e dota le postazioni di radio (44), cartellonistica e altri necessari strumenti.

Spiagge private e contributi.

Per ciò che concerne le spiagge private, c’è invece qualche defezione in più rispetto al passato. Sono infatti 22, al momento, le strutture dotate di spiagge private che hanno aderito al Progetto Sarago.

Eccole, con i rispettivi contributi economici destinati al Progetto (calcolati in base all’estensione delle spiagge): Garden Club (4.950 euro), Riva degli Etruschi (13.571 euro), I Lecci (4.400 euro), Recogest (3.100 euro), Venere (3.400 euro), Coccinella (1.990 euro), Pino (1.988 euro), Etrusco (1.786 euro), Kon Tiki (1.968 euro), Paradisino (3.700 euro), Delfino (3.600 euro), Mediteranno (3.300 euro), Florida (439 euro), Principessa (329 euro), Barcaccina (329 euro), Sabbia d’Oro (219 euro), Lanterna (368 euro), Bayahibe (384 euro), Stella Marina (164 euro), Ciritorno (109 euro), Bucaniere (329 euro), La Perla (362 euro).

Il totale dei contributi provenienti dalle strutture con spiagge private è di circa 53mila euro.

Ancora in dubbio sulla propria partecipazione al Progetto sono le strutture “Santa Caterina” e “Denia”.

Non partecipano, invece, al Progetto quest’anno, le strutture “Nettuno”, “Lo Scoglietto”, “Villa Tramonto”, “Villa Marcella”, “Bagno Conchiglia”, perché – come abbiamo detto in apertura – i loro titolari ritengono che il servizio di salvamento debba essere finanziato con la tassa di soggiorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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