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Corte dei conti vuole 50mila euro da Garufo

Corte dei conti vuole 50mila euro da Garufo

La procura chiede all’ex assessore il risarcimento del danno erariale per le super bollette Internet

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LIVORNO. Cinquantamila euro come risarcimento per danno erariale, per un presunto uso scorretto del computer che gli era stato assegnato. È la richiesta della procura regionale della Corte dei conti nei confronti dell’ex assessore all'ambiente della Provincia di Livorno, il piombinese Rocco Garufo, che secondo le accuse avrebbe speso oltre 49mila euro in un solo anno, navigando on line con una chiavetta Internet della Provincia.

La procura della Corte dei conti ha deciso di procedere per danno erariale nonostante la recente decisione del tribunale penale di Livorno, che ha assolto l'ex assessore (all’epoca dei fatti in quota ai Democratici di sinsitra) dalle accuse di peculato e falso.

Nello stesso procedimento sono stati prosciolti anche il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e Alberto Bartalucci, dirigente responsabile della ragioneria provinciale, entrambi erano stati accusati di omessa denuncia.

La vicenda risale al settembre del 2008. Garufo denunciò la scomparsa del computer messogli a disposizione dalla Provincia e lasciato nel suo ufficio, ma dalle prime verifiche emerse un utilizzo smodato della scheda Internet. L'ex assessore, all'epoca astro nascente del panorama politico locale, finì nella bufera e poche settimane dopo rassegnò le dimissioni davanti al presidente Kutufà.

Le indagini si concentrarono sia sulle incredibili bollette relative al traffico on line che sulla stessa denuncia del furto del computer portatile, tanto da spingere i pubblici ministeri a ipotizzare che fosse stata presentata col solo tentativo di depistare le indagini.

Una ricostruzione caduta lo scorso 31 gennaio, con la sentenza del tribunale di Livorno. Fondamentali per l'assoluzione i risultati di una perizia, secondo la quale l'abbonamento Internet venne stipulato due anni prima dei fatti contestati (nel 2006) e per di più a condizioni a dir poco svantaggiose: 2,5 euro a mega, oltre i 100 stabiliti dal contratto.

A distanza di pochi mesi, la procura regionale della Corte dei conti ha però deciso di procedere comunque per il danno provocato alle casse pubbliche. Il sostituto procuratore della Conte dei conti Toscana, Letizia Dainelli, ha sottolineato in particolare come già a fine 2007 la Provincia di Livorno avesse fornito altri computer con tariffe Internet più convenienti, tanto che tutti i consiglieri avevano smesso di usare quelli vecchi.

Tutti tranne Garufo, che tra l'ottobre del 2007 e l'ottobre del 2008 aveva continuato ad utilizzare anche la prima connessione per un traffico Internet che alla fine è stato pari a 49.760,53 euro.

La decisione dei giudici contabili è attesa nei prossimi mesi.

Luca Serranò

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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