Il Tirreno

Una corsia preferenziale per Piombino

di Giorgio Pasquinucci
Una corsia preferenziale per Piombino

La presidente della Camera Laura Boldrini promette una rapida conversione del decreto sull’area di crisi complessa

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ROMA. Una corsia preferenziale per la conversione in legge del decreto che riconosce Piombino area di crisi industriale complessa e un’azione del Parlamento nei confronti del governo perché si costruisca un tavolo sulla siderurgia che metta insieme imprese, sindacati ed istituzioni. Questi gli impegni che stamani il presidente della Camera Laura Boldrini ha preso, insieme alla vice presidente del Senato Valeria Fedeli, con la delegazione sindacale e delle istituzioni locali che ha ricevuto a Montecitorio, mentre oltre 600 lavoratori della fabbriche siderurgiche piombinesi stavano manifestando in piazza Santi Apostoli.

All'incontro erano presenti gli onorevoli Silvia Velo, Andrea Manciulli, Francesco Ferrara, e i segretari nazionali della Fiom Maurizio Landini, della Fim Marco Bentivogli e della Uilm Mario Ghini, oltre al sindaco Gianni Anselmi, il presidente del Provincia Giorgio Kutufà e l’assessore regionale al Lavoro Gianfranco Simoncini.

Un risultato positivo della manifestazione romana organizzata dai sindacati di categoria, che è stato poi completato dall'incontro al dicastero dello Sviluppo economico al quale per la prima volta, nel corso della lunga vicenda Lucchini, ha partecipato direttamente anche il ministro Flavio Zanonato. Il sottosegretario Claudio De Vincenti, dopo l'approvazione del recente decreto su Piombino, si è impegnato a convocare nel giro di un paio di settimane un incontro tra i sindacati e il commissario straordinario della Lucchini Piero Nardi per esaminare gli aspetti del piano industriale che entro il 22 giugno dovrà essere presentato al governo.

Accogliendo in particolare le richieste del segretario della Fiom Maurizio Landini e degli altri sindacalisti, De Vincenti si è anche impegnato a convocare entrò fine maggio un tavolo sulla siderurgia nazionale, in vista del provvedimento che il vice commissario della commissione europea Antonio Tajani presenterà il 5 giugno sulla siderurgia e i nuovi assetti produttivi nazionali.

I sindacati hanno chiesto a più voci che il governo si impegni a ricercare sinergie tra i vari stabilimenti siderurgici italiani, «poiché – come hanno sottolineato – dalla crisi non si può uscire affrontandola a pezzi ma occorre una regia del governo».

L’incontro con la presidente Boldrini è stato introdotto da Silvia Velo, che ha chiesto in primi luogo tempi celeri per la conversione in legge del decreto Piombino. In entrambi i tavoli che si sono aperti ieri i sindacati hanno sottolineato la mancanza di una politica industriale, ma anche che non c’è più tempo per salvare la siderurgia. Da qui le richieste del segretario Fiom Maurizio Landini: subito un tavolo nazionale per la siderurgia che coinvolga anche le imprese, ricerca di sinergie e una forte azione a livello europeo.

«Il tema del lavoro e la madre di tutte le emergenze – ha sottolineato la presidente Boldrini – partendo dal consolidamento del lavoro che c’è». Ha quindi ribadito la necessità che l’Italia si doti di un piano industriale che consenta investimenti adeguati, nel rispetto dell’ambiente, in settori strategici come la siderurgia.

Recupero delle aree industriali dismesse e bonifiche, sviluppo delle infrastrutture viarie e portuali sono le vie maestre indicate dal sindaco Anselmi «per difendere e riqualificare il patrimonio industriale e delle civiltà del lavoro, di cui Piombino va fiera, oggi in bilico come i posti di lavoro di migliaia persone».

Messo in piedi all’ultimo momento l’incontro con il ministro dello Sviluppo economico Zanonato, la cui presenza al tavolo è stata accolta da tutti come un segnale dell’interesse che il governo sta prestando a Piombino e alla siderurgia.

I fili li ha tirati ancora una volta però il sottosegretario De Vincenti, che da due anni segue da vicino i casi Lucchini e Mahoma. Rapida conversione del decreto sullo stato di crisi (che sarà esteso anche a Trieste) e firma dell’accordo di programma per dare attuazione agli impegni su porto e viabilità che possono contribuire a rilanciare l’industria, indipendentemente dall’emergenza Concordia. Poi i tavoli sul piano Lucchini e sulla siderurgia, mentre il governo continua a lavorare sul fronte europeo e sul costo dell’energia.

Altro servizio a pag. 11

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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