«Urbanistica senza consumare altro suolo»
L’assessore Bandini soddisfatto per la variante, accanita l’opposizione dalle minoranze
SAN VINCENZO. Qualcuno l’ha definita «variante scappabuoi». Nicola Bertini, del Forum, l’ha definito più volte un megacondono edilizio «studiato apposta per recuperare fagianaie nella Tenuta di Rimigliano«. Il clima, nel consiglio comunale, è stato molto caldo. La variante gestionale all’articolo 5 del regolamento urbanistico, che permette agli edifici costruiti prima del 1° settembre 1967 (legge Ponte) di essere considerati legittimi anche se privi di pratiche edilizie e con il solo accatastamento o la testimonianza orale dell’esistenza del manufatto, è stata approvata con i soli voti della maggioranza.
E la maggioranza stessa, più volte intervenuta attraverso i suoi esponenti, ha ritenuto giusta e sensata l’approvazione del dispositivo. Il più accanito contro l’approvazione della variante Nicola Bertini, che ha disquisito per circa un’ora sull’argomento: «Questa– ha sottolineato – è una variante sostanziale che graverà su tutto il territorio. Addirittura gli uffici hanno presentato 24 osservazioni alle loro stesse conclusioni, con relative controdeduzioni in cui, ovvio, loro stessi si danno ragione. Nella variante vengono chiamate in causa le date del 1939, poi del ’49 e poi del ’67, e non si capisce per dimostrare che cosa. La data, poi – ha proseguito – del ’67 chiama in causa Rimigliano, perché questa variante è stata pensata apposta per far recuperare a fini edilizi delle fagianaie. Una variantina, come la chiamate voi, in cui rientrano i casi del Paradisino e del campeggio di San Carlo. Così esponete l’ente a gravi rischi che ricadrebbero sui cittadini». Anche per Davide Lera (San Vincenzo per tutti) la variante presenta più di una falla e molti dubbi, con rischi di numerose controversie legali per l’ente, visto che vari privati hanno investito e si sono visti bocciare gli interventi (vedi Paradisino e San Carlo, zona Le Fontacce). Per il sindaco Michele Biagi, questa variante avrebbe un significato epocale per San Vincenzo, che preluderebbe ad un nuovo senso di sviluppo del territorio non più basato sul cemento e che si concretizzerà con il nuovo piano strutturale.
Per l’assessore all’urbanistica Alessandro Bandini, il nuovo piano strutturale, direttamente correlato a questa variante, sarà una svolta per il paese, in cui «per la prima volta – ha detto - si guarderà alla storia del territorio senza consumare altro suolo». Variante approvata, ma la sensazione è che se ne parlerà ancora a lungo. (p.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google