Il presidio
Via subito l’impalcatura, mentre la pedana resta
Piazza Bovio, confermato per giovedì sera l’incontro tra i cittadini del percorso partecipato e il Comune
PIOMBINO Via subito l’impalcatura, demolizione a medio termine per la pedana. Piazza Bovio inizia a prendere la sua conformazione, non solo nella parte strutturale, ma anche secondo quei dettagli sui quali si era concentrata l’attenzione dei cittadini nelle ultime settimane. Ovvero, le sorti degli apparati esterni il bar ristorante «La Rocchetta». Gabbiotto e pedana. C’è stato l’incontro «risolutivo e definitivo» tra il Comune e i gestori del locale. «L’accordo – spiega l’assessore ai lavori pubblici Lido Francini – è stato sancito secondo quelli che erano i termini anticipati nei giorni scorsi. L’attuale impalcatura adiacente il ristorante verrà demolita e sostituita con un’altra struttura, di tipo stagionale, mentre la pedana per il momento non sarà rimossa». Il “gabbiotto” che costeggia il locale, sottolinea Francini, è, assai più della pedana, l’effettivo problema di ordine estetico della piazza, e come tale sarà risolto a breve termine: l’impalcatura esistente verrà rimossa e sostituita da una nuova struttura alta quanto la ringhiera e larga circa un metro e 40. Questo apparato sarà chiuso e servirà per contenere i frigoriferi, mentre il bancone verrà posto all’esterno. «La nuova struttura – spiega Francini – verrà posta alla sinistra delle scale, in linea con l’area occupata dai tavolini. Sarà mobile, stagionale, e avrà un aspetto gradevole. La spesa, naturalmente, sarà a carico dei gestori». Quanto alla pavimentazione, la porzione di terreno attualmente occupata dal vecchio “gabbiotto” sarà regolarmente ricoperta, e in più si cercherà di pavimentare quanto più possibile anche sotto la scala. Quanto invece alla pedana, che più di ogni altro elemento ha agitato negli ultimi tempi, la discussione, «studieremo senz’altro una soluzione diversa – dice Francini – ma a medio termine». Non, quindi, in vista della prossima stagione. «C’è anche da dire – sottolinea l’assessore ai lavori pubblici – che stiamo parlando di una struttura ben tenuta, edificata in un legno che è anche pregiato. Ripeto, guardando all’estetica, il gabbiotto ci crea molte più preoccupazioni». Eppure la domanda che si pone il cittadino medio non sembrerebbe troppo pretestuosa: se la riqualificazione di piazza Bovio era già nei piani allora, come mai nel 2009 si autorizzò la concessione della piazza per la costruzione di un bar e di una pedana che comunque, già si sapeva, doveva in futuro essere rimossa? «Non lo so – risponde Francini – Non sono decisioni prese sotto il mio incarico, e comunque l’intero progetto è stato costruito nell’ambito di un percorso partecipato. Ma non è neanche questo il punto. Da un lato c’è il ristorante che comunque deve lavorare, dall’altro, soprattutto, il fatto che la nuova piazza Bovio sta venendo qualcosa di straordinario, e tutto questo parlare della pedana mi sembra che distolga l’attenzione rispetto a ciò che invece ne meriterebbe molto di più». La decisione, in ogni caso, è presa, «e la situazione di compromesso – commenta ancora Francini – sembrerebbe più che dignitosa», in attesa della restituzione della piazza ai cittadini, come detto, alla metà di giugno. Intanto, è stato confermato l’incontro tra i cittadini del percorso partecipato e il Comune: l’appuntamento è per giovedì prossimo alle ore 15.
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