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Asl, i lavoratori Uil confermano il no alla riorganizzazione

Asl, i lavoratori Uil confermano il no alla riorganizzazione

Dopo i vertici del sindacato provinciale anche l’assemblea di ieri ha bocciato l’accordo sottoscritto da Cgil e Cisl

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PIOMBINO. I lavoratori di Uil sanità approvano la bocciatura dell’accordo sulla riorganizzazione e sul piano assunzioni 2013. La conferma dell’orientamento assunto dai vertici dello stesso sindacato - che si è rifiutato di sottoscrivere l’intesa, adottata, invece, delle altre sigle confederali - è arrivata nel corso della prima assemblea. Quella di ieri mattina a Villamarina. Le altre ci saranno il 3 (Cecina) e la settimana successiva a Livorno.

Il giro è cominciato qui. A Piombino che, nell’elaborazione della Uil, è il punto più debole di tutta l’area Asl, nella quale le situazioni di criticità più diffuse, ma meno preoccupanti, restano l’emergenza-urgenza, terapie intensive e sub-intensive, il settore materno- infantile.

Durante l’incontro - secondo il segretario, Paolo Camelli - è emerso un malessere diffuso «per un’operazione che interviene, massicciamente e senza la gradualità e la formazione necessarie, su una organizzazione del lavoro ingessata da tempo per poter essere modificata tout court».

La situazione, sommata ai carichi di lavoro, determinerebbe rischi per la sicurezza di lavoratori e pazienti. Con operatori impiegati da anni in un reparto, trasferiti in un altro.

«E questo - afferma il sindacalista - avverrà con i soldi dei lavoratori, attingendo ai fondi contrattuali. La soluzione è legittima dal punto di vista formale, ma se penalizza i lavoratori stessi, sarebbe stato più accettabile ragionarne di più».

Parliamo di 341 mila euro che andranno a coprire l’indennità da assegnare a 92 coordinatori e a 39 posizioni organizzative individuati nell’intero territorio aziendale per affrontare la riorganizzazione.

«Anche in questo caso le chicche non mancano. Le indennità - spiega Camelli - oscillano da 60 a 129 euro mensili. Si tratta di differenze importanti che variano da reparto a reparto. Ma le funzioni e le responsabilità del coordinatore sono sostanzialmente uguali, indipendentemente dal settore. E’ cCome se in fabbrica, un capoturno guadagnasse più o meno a seconda del reparto», chiude il sindacalista. Per il quale il meccanismo introdotto rischia di favorire un clima poco sereno.

Anche sulle assunzioni, la Uil non sposta di una virgola le valutazioni che l’hanno indotta a non sottoscrivere l’accordo. Ottantatre uscite nel 2013 (tra i 24 pensionamenti e i 59 contratti in scadenza) a fronte di 74 ingressi (tra proroghe contrattuali e 30 assunzioni a tempo indeterminato). Somma algebrica, meno 9 a cui sommare le 38 persone in servizio, equivalenti al monte ferie da smaltire,e altre 27 corrispondenti alle ore di straordinario non pagate.

Valeria Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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