Il Tirreno

Festa del 25 Aprile con i negozi chiusi, tanta gente in centro e lamentele

di Cecilia Cecchi
Festa del 25 Aprile con i negozi chiusi, tanta gente in centro e lamentele

Ai commercianti non è piaciuta l’idea di spostare il tradizionale concerto a Marina, ma il pubblico ha premiato la scelta. L’assessore Pallini: «Anche con Bennato in piazza Verdi le serrande erano giù»

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PIOMBINO. Un 25 aprile che, in qualche modo, sembra essersi messo in salvo in extremis. Anche se di negozi aperti - a parte bar, gelaterie, ristoranti - in centro, ce n’erano davvero pochi. E nella prima parte della giornata Piombino sembrava quasi deserta. Però nel pomeriggio, nonostante tutto, la situazione è cambiata: a spasso un po’ di famiglie e anche qualche turista. Buon movimento nel centro storico, soprattutto sul piazzale d’alaggio dove c’erano le band a suonare. E come sempre c’è chi polemizza proprio per il trasloco della musica da piazza Verdi.

«Ma abbiamo spostato l’appuntamento per costi, sicurezza e per rivitalizzare il piazzale che risulta più adatto a questi spettacoli – dice subito l’assessore alle attività produttive Luca Pallini, a dirigere le operazione a Marina fin dal primo pomeriggio – Poi i costi, qui, sono più contenuti: anche perché il palco resta montato fino al primo maggio. Pur comprendendo la contestazione di chi lamenta che la gente si sposta seguendo l’evento, vorrei ricordare – dice l’assessore – che anche l’anno scorso, con Bennato in piazza Verdi, tanti negozi erano chiusi comunque. Oltre tutto nessuno collabora a finanziere eventi che sono sponsorizzati solo da noi, cosa tutt’altro che semplice». Proprio gli spettatori, di varia età, sembrano apprezzare la scelta «perché la musica è forte!», «perché c’è più possibilità di movimento», «perché qualcuno di lamenta sempre...».

Tra l’altro anche il capitolo negozi aperti resta argomento bollente. L’apertura del primo maggio segna la fine di un tabù, ma non fa contenti tutti. Sui giornali, ieri, campeggiava la foto di una bambina con accanto la scritta «Mamma, ma se lavori che festa è?», sottotitolo 25 aprile, primo maggio: al lavoro rispondi assente. Sciopera per te e per i tuoi figli con sigla di tutti i sindacati toscani (Cgil Filcams, Cisl Fiusascat e Uiltucs). Però visto che l’alimentare guida le danze per ristoranti e bar, anche i supermercati in città sono stati a disposizione. Ce n’erano aperti un buon numero e lo saranno anche il primo maggio. A parte la Coop serrata, aperti anche Conad, Dico, EuroSpin, PennyMarket.

Per altre merceologie in centro pochi pure i commercianti che hanno lasciato la vetrina illuminata. A parte i grandi marchi come la Gardenia, Original Marines, Ovs, in corso Italia aperte solo la tabaccheria e la libreria La Fenice. Perché questa scelta? «Da poco trasferiti da via Petrarca – dice il titolare, Andrea Bellucci – ci dobbiamo fare conoscere. Con Piombino in controtendenza rispetto a Follonica o San Vincenzo? Ma n’è valsa la pena. Abbiamo visto un po’ di clienti, persone di fuori e qualche famiglia tedesca. Ci saremo il primo maggio». In corso Vittorio Emanuele, oltre alla tabaccheria aperti un paio di negozi di abbigliamento e il bazar indiano.

Per storia, natura, cultura, cucina Piombino i numeri li avrebbe. Ma sul fatto di essere città con vere aspirazioni turistiche restano domande che devono essere poste con decisione, impegnandosi a trovare risposte una volta per tutte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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