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Bonifiche, dalla Regione una spinta ai progetti

Bonifiche, dalla Regione una spinta ai progetti

Chiesta al ministero una revisione dei perimetri del sito d’interesse nazionale, alcuni terreni disponibili senza interventi

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La Regione ha chiesto al ministero dell’Ambiente di ridefinire i perimetri delle aree da bonificare nei siti di interesse nazionale di Piombino, Livorno e Massa Carrara, in totale 85 chilometri quadrati, 53 in mare e 33 a terra. L’obiettivo e quello di accelerare il risanamento, e la restituzione ad altre attività, porzioni del territorio solo parzialmente compromesse dalle attività industriali. Resterebbero si competenza nazionale solo le aree Lucchini ed Enel, aziende sottoposte alle prescrizioni dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale).Sono 57 i siti di interesse nazionale individuati con una legge statale fin dal 1997 ma nessuna bonifica, tuttavia, è concretamente partita. Progetti troppo ambiziosi e risorse insufficienti, nel caso di Piombino per la maggior parte fatti gravare su aziende siderurgiche in crisi, ne hanno impedito l’avvio. La legge 134 del 2012 ha dato la possibilità alle Regioni di rivisitare questa aree e stabilire, sulla base dei dati disponibili, le diverse misure necessarie al loro recupero.

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