Il Tirreno

Collaborazione, la ricetta anti crisi di Confesercenti

di Francesca Lenzi
Collaborazione, la ricetta anti crisi di Confesercenti

L’associazione prepara una serie di richieste concrete da presentare ai Comuni Grande partecipazione alla tornata congressuale per rinnovare i direttivi

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PIOMBINO. Collaborazione. Collaborazione stretta e concreta tra associazioni di categoria, imprese e amministrazioni comunali. Collaborazione come principio guida per reagire a una crisi prima economica poi sociale che in Val di Cornia vive anche lo spettro dello stallo siderurgico. In occasione della presentazione delle nuove cariche provinciali e comunali, Confesercenti traccia un quadro bilanciato tra preoccupazioni, campi di intervento e obiettivi da raggiungere.

«Ci occupiamo di piccole e medie imprese – afferma il presidente provinciale Anna Landini – Ovvero quelle realtà che, contando sul prodotto interno, nella crisi sono in maggiore affanno rispetto ad altre attività sul territorio. Sono l’ossatura dello Stato e faremo sentire forte la nostra voce per trovare risposte efficaci alle esigenze impellenti delle aziende». Forte di una dimensione a livello nazionale con l’ingresso nella “R.Ete Imprese Italia”, Confesercenti punta a dare risposte concrete ai propri soci, individuando precise strategie di movimento: «Fondamentale è la collaborazione con i nostri colleghi – spiega Landini – cercando di semplificare gli aspetti burocratici e risolvere le problematiche esistenti in considerazione delle peculiarità del territorio».

Partecipare e rinnovare. «A colpirmi in questa fase congressuale è stata la grande partecipazione – dice Antonio Baronti, vicepresidente provinciale e presidente di Piombino per Confesercenti – Sintomo di una gestione dell’associazione che gli operatori hanno evidentemente gradito».

Nuove presidenze comunali. Con un 50% di nomi alla prima esperienza, «segno di partecipazione e voglia di offrire il proprio contributo», come sottolinea Baronti, i componenti Confesercenti della Val di Cornia contano una maggioranza femminile alla guida dei consigli con tre donne e un solo uomo. Tra i 41 e i 50 anni l’età prevalente, mentre è dal turismo (56%) che arriva la maggiore presenza. «È importante che i nostri soci e tutti i cittadini si trovino davanti un’organizzazione ben strutturata – dice Adeanna Grilli, responsabile di zona – Abbiamo iniziato un forte lavoro di rinnovamento».

Politica pratica. «C’è necessità di dare voce alle difficoltà, talvolta alle drammaticità, delle imprese – sostiene Baronti – Ci auguriamo che la politica accolga le nostre istanze, collaborando a obiettivi strategici e concreti». Alla politica del territorio è rivolto un invito alla collaborazione che ha contemporaneamente il sapore del richiamo all’attenzione della piccola e media impresa e alle relative, piccole o grandi, esigenze. «Chiediamo alle amministrazioni più presenza e collaborazione, e il riconoscimento dell’associazione – spiega Landini – È assurdo non valorizzare quanto di buono c’è nel territorio». Richieste precise quelle che stanno preparando dalla Confesercenti, che saranno al più presto presentate alle amministrazioni. «Imu e tassa di soggiorno prima di tutto, con la garanzia in quest’ultimo caso dell’investimento dei proventi nel settore – afferma Landini – Poi regolamentazione degli orari, e tutte quelle problematiche quotidiane che gli operatori devono affrontare».

Servizi. Consulenza aziendale, assistenza legale e anche un’agenzia creditizia. «Sono questi i servizi a 360 gradi offerti da Confesercenti – spiega il direttore provinciale Alessandro Ciapini – Dal rinnovo dei consigli è uscita un’associazione più forte e radicata nel territorio. L’obiettivo principale? Mettere il nostro associato al centro del lavoro quotidiano. L’assistenza creditizia, per quanto possibile, interviene a sostenere le imprese in un momento drammatico. È sconcertante il report realizzato dal consiglio regionale Unipol secondo il quale Livorno è tra le città più a rischio usura. Anche in questo caso è importante stare vicini alle imprese. Dietro il fallimento di un’azienda c’è anche la chiusura di un’attività con devastanti ripercussioni sulla società».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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