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I PARTITI

«Responsabilità di tutti, solo spiccioli per quell’abuso»

PIOMBINO. La sala gruppi ieri mattina era gremita per la seduta pubblica della quarta commissione: oltre ai consiglieri di diritto anche membri esterni, e pure una rappresentanza del Movimento 5...

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PIOMBINO. La sala gruppi ieri mattina era gremita per la seduta pubblica della quarta commissione: oltre ai consiglieri di diritto anche membri esterni, e pure una rappresentanza del Movimento 5 stelle ad ascoltare.

Il capogruppo del Pd, Claudio Capuano, ha ammesso «l’imbarazzo. Capisco i cittadini, allo stesso tempo confermo piena fiducia in Francardi e Cerrina, non mando nessuno al rogo, perché sul percorso seguito non vedo responsabilità. Però è l’atteggiamento della ditta Giorgi che è brutto. E’ un sopruso, allora non andiamo alla trattativa con la bandiera bianca, questa cosa va fatta pesare». Per Sergio Filacanapa (“Spirito libero”), «è vero che la città guadagna 5 ettari di verde. Però è stato un errore fare una valutazione d’impatto solo guardando dal mare». Duro Torrino Checcoli (Prc), secondo cui «quella sanzione tecnicamente magari non è un condono ma lo è nella sostanza. Se per ripristinare la situazione va buttato giù un piano l’imprenditore lo deve fare, i costi sono un problema suo. Noi sull’abbattimento faremo una petizione». Giampiero Amerini (Fli), ritiene «che il rendering che oggi ci è stato fatto vedere non è molto chiaro. Se avessimo immaginato magari avremmo avuto tutti altri comportamenti. Io però a questo punto contesto solo l’eccessiva morbidezza nei confronti dell’imprenditore».

Luigi Coppola (Udc) conferma «che le carte non erano chiarissime. L’impostazione sanzionatoria è corretta, ma sono spiccioli per l’imprenditore che con alloggi vista mare può recuperare facilmente. La soluzione potrebbe essere spostare quelle volumetrie».

Richiesta ribadita da Marco Mosci (Idv): «Non chiediamo l’abbattimento solo perché non ci sono le condizioni, qualsiasi trattativa di spostamento delle volumetrie va ricompresa nei 27mila metri dell’area».

Giorgio Molendi (Pd)è critico su quella «che viene definita la percezione del cittadino. Quello un belvedere? ma se ci andava solo qualche coppietta. E pensiamo anche a chi ha già preso 300mila euro di mutuo per comprare casa».

Angelo Trotta (“Per Piombino”) ha evidenziato che «mai ci sono state osservazioni in tutti i passaggi. Questo piano viene dal 94, e allora non esisteva nemmeno la strada... L'unica sconfitta è non aver fatto passare il concetto che quella zona definita belvedere veniva spostata da un'alta parte, i cinque ettari famosi». Infine lapidarie le considerazioni di Riccardo Gelichi, secondo cui «le responsabilità sono spalmate a vari livelli», e di Giovanni Sironi (Pdl), scettico «sulle soluzioni prospettate. Anche se non vedo il problema così grosso come viene fatto apparire». (cloz)

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