Il Tirreno

Su Facebook trova il branco che ha picchiato il fratello

di Federico Lazzotti
Su Facebook trova il branco che ha picchiato il fratello

Il 20 gennaio le botte al cestista di 22 anni, dopo una lite per una ragazza Sul social network le frasi e le foto dei presunti responsabili che sono nei guai

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LIVORNO. Il fratello minore si è trasformato in un detective e attraverso Facebook è riuscito a dare un nome e un cognome a buona parte del branco che la notte del 20 gennaio ha aggredito in discoteca Tommaso Dell’Agnello, 22 anni giocatore del Basket Venturina, spaccandogli la mandibola e costringendolo a un delicato intervento chirurgico e a una lunga convalescenza che non è ancora finita.

Come ha fatto? Prima ha sfogliato decine di fotografie che riguardavano la festa di quella sera poi, riconosciuti i protagonisti da alcune caratteristiche fisiche e trovati i nomi dei presunti colpevoli, è andato a cercare sui loro profili prove che potessero essere utili alle indagini. Così ha scoperto che uno degli aggressori aveva passato la notte in ospedale per le conseguenze di una sospetta ferita alla mano.

«Che palle - scrive martedì 22 gennaio alle 2,51- tutta la sera trascorsa a farmi cucire la mano, ho tagliato anche il muscolo». E poi a chi gli chiede spiegazioni sull’accaduto risponde che ha i contorni di un’invenzione: «Ringrazio per la preoccupazione. Ma per fortuna non è nulla di grave, mi è entrato mezzo bicchiere di caffè nella mano mentre lo asciugavo e mi ha tagliato il muscolino, ma sono ancora vivo. Un bacio a tutti».

Le foto della serata che immortalerebbero gli autori dell’aggressione e i fermo immagine della bacheca Facebook di alcuni di loro, sono stati allegati nell’integrazione della denuncia presentata in Procura alla fine di gennaio dal legale della famiglia Dell’Agnello, l’avvocato Alberto Uccelli.

In questi due mesi i carabinieri di Collesalvetti hanno condotto l’indagine coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci. E nel registro degli indagati sarebbero già finiti alcuni dei protagonisti, tutti livornesi tra i venti e ventidue anni. L’accusa sarebbe quella di lesioni aggravate in concorso e si tratterebbe proprio del gruppo di tre, quattro ragazzi, rintracciati dal fratello della vittima attraverso le indagini su Facebook.

Gli inquirenti in queste settimane hanno cercato riscontri sulla veridicità della denuncia, e per questo hanno ascoltato sia i presunti autori che alcuni amici del cestista aggredito per ricostruire con esattezza quello che è accaduto nella discoteca di Collesalvetti.

Scrive nella denuncia querela Dell’Agnello raccontando l’aggressione: «Sabato sera ero con due amici a “Villa del Colle”, intorno alle 3 stavo parlando con una ragazza che non avevo mai conosciuto. A quel punto si è avvicinato un tizio tra i 20 e i 25 anni, il quale dicendo di essere il fidanzato, iniziava ad offendermi dicendo che ero un pezzo di m... e mi dovevo levare dal c...Io non ho reagito, ma quel ragazzo, moro e alto circa un metro e ottanta, ha iniziato a spingermi con forza».

È a questo punto che si sarebbe consumato il pestaggio. «Prima ancora di poter accennare una minima reazione - si legge ancora nella testimonianza della vittima - tre, forse quattro altri ragazzi, evidentemente amici del primo, si sono scagliati contro di me colpendomi ripetutamente al corpo e al volto con pugni, per poi scappare prima che giungessero i buttafuori».

Dopo l’aggressione la vittima non si è accorto subito dei danni che aveva subito. Infatti invece di chiamare i soccorsi si è fatto accompagnare a casa dai due amici che erano con lui. Solo all’arrivo a Livorno e con il dolore alla mandibola che aumentava ha deciso di andare al pronto soccorso dal quale, visti i danni, è stato poi trasferito nel reparto di chirurgia maxillo facciale dell’ospedale Cisanello di Pisa.

È qui che Dell’Agnello è stato operato il giorno successivo per la ricostruzione della frattura bilaterale della mandibola con l’applicazione di una placca metallica che il ventiduenne ha dovuto portare fino alla metà di marzo quando gli è stata tolta. Ora le indagini proseguono, anche grazie al fratello detective, per chiarire le responsabilità di chi ha partecipato al pestaggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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